Il punto

Sostenibilità, Minsait: “Ecco le tre leve su cui devono insistere le aziende italiane di successo”

Le indicazioni del Business Development Manager Antonio Costa: “Le organizzazioni devono e dovranno sempre più rispondere alle logiche di un’innovazione ed evoluzione sostenibile. Le dimensioni su cui è opportuno agire? La digitalizzazione dei processi interni, il monitoraggio della “gestione green” e la rappresentazione dei risultati che qualificano una realtà sostenibile”

Pubblicato il 12 Apr 2022

Antonio Costa, Business Development Manager – BMS di Minsait in Italia

“Le aziende italiane devono e dovranno necessariamente rispondere alle logiche di un’innovazione ed evoluzione sostenibile. Dal nostro punto di vista, le tre dimensioni su cui è opportuno agire sono quelle della digitalizzazione dei processi interni, del monitoraggio della “gestione green” e della rappresentazione dei risultati che qualificano un’azienda sostenibile”. Ad affermarlo è Antonio Costa, Business Development Manager – BMS di Minsait in Italia, che traccia un quadro del tema alla luce del SAP Executive Summit, che si è tenuto recentemente a Cernobbio.

L’importanza della digitalizzazione dei processi

“In quella occasione – puntualizza Costa – siamo partiti da un presupposto generale: la digitalizzazione dei processi interni è il primo vettore da implementare per quelle aziende che vogliono migliorare la propria agilità ed efficienza operativa. In questo ambito, un aiuto prezioso è fornito dall’Iper-automazione. Questo paradigma, che unisce alla Robotic Process Automation anche un layer di Intelligenza Artificiale e di Machine Learning, consente alle aziende di ridurre i costi operativi (del 30% entro il 2024 secondo Gartner) e di aumentare la propria efficienza riducendo, nel complesso, l’impatto sulle persone (portando a una miglior qualità del lavoro e a una maggior sicurezza) e sull’ambiente che ci circonda”.

Attraverso la trasformazione digitale dei processi interni “è possibile digitalizzare gli eventi relativi agli infortuni sul lavoro e i cosiddetti “Near Miss”, ovvero quegli avvenimenti che avrebbero potuto causare un infortunio o un danno e le osservazioni sulla sicurezza – prosegue Costa -. Inoltre, le aziende possono digitalizzare i processi ispettivi, pianificando controlli Safety Walk ed eseguendo un monitoraggio costante attraverso device sul campo in grado di rilevare comportamenti non conformi e avviare il processo di trattamento per far rientrare le criticità”.

Monitorare la gestione sostenibile

“Un altro elemento secondo noi fondamentale per qualificare meglio questa trasformazione green è il monitoraggio della gestione sostenibile; infatti, attraverso l’introduzione di opportuni strumenti di governance è possibile determinare la relazione tra rischi ed eventi, per ridurre impatti e inadempienze e guidare in tempo reale il processo decisionale. Lo scopo è individuare cause scatenanti, rilevare e documentare i potenziali rischi per attivare e governare gli interventi necessari e le opportune attività di mitigazione. L’obiettivo è quello di permettere al management aziendale di intraprendere azioni concrete per salvaguardare persone e ambiente e rispettare appieno le norme vigenti.

Comunicare la sostenibilità aziendale

“L’ultima dimensione, ma sicuramente non per importanza, riguarda la rappresentazione e la comunicazione all’esterno della sostenibilità aziendale con l’obiettivo di trasmettere una chiara visione del livello di responsabilizzazione dell’azienda e di valorizzare il brand sul mercato – specifica Costa –. Infatti, una corretta condivisione dei risultati di sostenibilità può essere un fattore decisivo per attrarre investimenti: come riportato da BlackRock nella ricerca “Sustainability goes Mainstream”, gli investitori nei prossimi anni concentreranno i propri fondi su aziende in grado di produrre risultati positivi – e misurabili – soprattutto negli ambiti “Ambiente e Società”.

Per questo motivo è fondamentale che le aziende si dotino di soluzioni di analisi e di rappresentazione delle performance aziendali, capaci di integrare dati finanziari e dati che derivano dalla gestione green, al fine di definire: il reporting ESG per la sostenibilità aziendale; la rappresentazione della sostenibilità dell’intera catena del valore; la rendicontazione del Product carbon footprint”.

“In estrema sintesi – conclude Costa -, nei prossimi anni le aziende e le istituzioni italiane dovranno puntare su una “Digital Green Transformation” adattandosi costantemente all’ecosistema in evoluzione e agendo sulla digitalizzazione dei propri processi interni, sul monitoraggio della gestione green e sulla rappresentazione e comunicazione del proprio impegno verso la sostenibilità”.

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