Sustainability manager

Portare le sfide globali nelle scelte quotidiane: la sostenibilità secondo Coca-Cola HBC Italia

Una trasformazione industriale che va dalla fabbrica al consumatore con un piano che vede interventi a tutti i livelli: da quello energetico al packaging, dalla riduzione di ogni forma di spreco al rapporto con le supply chain, dalla misurazione di tutti i parametri che incidono sul raggiungimento dei target di sostenibilità ai rating ESG nelle strategie e nei progetti di sustainability di Coca-Cola HBC Italia

Pubblicato il 14 Feb 2022

Blue Day_Marevivo

Dai fornitori alla fabbrica per arrivare sino al consumatore: per una impresa agroalimentare nel settore del largo consumo come Coca-Cola la sostenibilità deve comprendere tutte le dimensioni e deve portare alla generazione di nuove forme di valore anche attraverso una costante attenzione alla misurabilità di tutti i parametri della sustainability. Ripercorriamo la visione e le strategie di sostenibilità dell’azienda con Santolo Sepe, External Communication Manager di Coca-Cola HBC Italia

Da dove arriva l’attenzione e la focalizzazione sui temi della sostenibilità?

Il nostro Gruppo, Coca-Cola HBC, è una delle aziende di riferimento del settore e questo necessariamente comporta una responsabilità precisa nei confronti delle comunità in cui opera, tra cui l’Italia. Ma al di là di questa responsabilità, la sostenibilità è un pilastro fondamentale della nostra strategia ed è integrata in ogni aspetto del business, per condividere il percorso e il valore con tutti i nostri stakeholder. In questo senso parliamo di sostenibilità in senso ampio, non solo legata alle tematiche ambientali ma anche economica e sociale, perché se si vogliono raggiungere risultati consistenti e duraturi nel tempo è necessario sempre tenere conto di queste tre dimensioni.

Quali sono le tappe e i principali obiettivi di questo percorso?

L’obiettivo principale è quello di contribuire alle grandi sfide globali, declinate nei 17 obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Gli SDGs sono il punto di partenza nella definizione dei nostri obiettivi, anche grazie alla individuazione delle aree in cui potevamo dare un contributo concreto come azienda: la riduzione delle emissioni, gli imballaggi, la gestione dell’acqua, l’approvvigionamento, la nutrizione e, non per ultimo, le persone e le comunità. Per ogni singolo obiettivo ci siamo dati un primo traguardo entro il 2025, con indicatori molti chiari per monitorare la performance. Tra questi obiettivi è contenuta anche la strategia World Without Waste definita con The Coca-Cola Company, per rendere le nostre confezioni sempre più̀ sostenibili e ridurre gli sprechi per cui abbiamo già delineato anche un secondo traguardo al 2030. Infine, per quanto riguarda le emissioni, abbiamo di recente annunciato, NETZEROby40, ovvero l’impegno a raggiungere zero emissioni nette lungo l’intera catena del valore entro il 2040, e anche in questo caso abbiamo una tappa intermedia prevista al 2030.

Quali sono le principali attività di Coca-Cola HBC Italia dedicate alla sostenibilità? 

La strategia ha un orizzonte che va dalla fabbrica al consumatore: non c’è attività in cui la sostenibilità non abbia un ruolo.  Se penso agli stabilimenti abbiamo installato pannelli fotovoltaci, impianti di cogenerazione, trigenerazione e quadrigenerazione. I nostri siti hanno ricevuto la certificazione EWS per la corretta gestione dell’acqua. Nei punti vendita dei clienti stiamo installando sempre più frigovetrine eco-friendly. Abbiamo sgrammato il più possibile i nostri imballaggi, introdotto le bottiglie al 100% in plastica riciclata e poi KeelClip, un innovativo sistema in carta che ci ha permesso di rimuovere la plastica delle confezioni multiple di lattina. Non da ultimo, abbiamo appena annunciato un investimento da 30 milioni di euro per l’apertura di uno stabilimento che sarà dedicato solo alla produzione di preforme in rPET. Ma non finisce qui. Collaboriamo con consorzi, associazioni specializzate sui temi e ONG per sensibilizzare dipendenti, clienti e consumatori sul ruolo di ognuno nell’economia circolare. Ne è un esempio la giornata di volontariato aziendale che abbiamo organizzato con Marevivo, e per cui per la prima volta abbiamo fermato per un’intera giornata la produzione del nostro stabilimento di Marcianise, per permettere a 100 dipendenti di partecipare in prima persona ad attività di pulizia delle spiagge e sensibilizzazione sulla cura dell’ambiente. E parliamo di attività di sostenibilità ambientale, cui si aggiungono quelle legate alla sostenibilità sociale dove ci impegniamo a fare la nostra parte, supportando manifestazioni come il Pride o importanti iniziative nei luoghi in cui sono presenti i nostri stabilimenti, come il contributo al progetto 67 Colonne per l’Arena di Fondazione Arena di Verona.

Vediamo il modello organizzativo che avete definito per raggiungere obiettivi di sostenibilità? Possiamo approfondire il ruolo, le mansioni e le attività del “team” dedicato ai temi della sostenibilità? 

Partendo dal presupposto che tutti i colleghi hanno l’obiettivo di contribuire, all’interno del proprio ruolo, al raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità, ci sono due team focalizzati sul tema. Il primo è il team “Quality, Safety & Environment”, all’interno della Supply Chain. Si tratta dei colleghi che si occupano della definizione e del monitoraggio dei progetti di sostenibilità ambientale a 360°, senza dimenticarsi di assicurare i più elevati standard di qualità dei nostri prodotti e la salute e la sicurezza delle nostre persone. Oltre a questo, c’è il team “Corporate Affairs & Sustainability”, a diretto riporto dell’Amministratore Delegato, che supporta il team QSE nell’implementazione dei progetti ambientali e si occupa di definire a sua volta partnership con tutti gli stakeholder dell’azienda per la realizzazione di attività sia di sostenibilità ambientale sia sociale. Entrambi i team lavorano a stretto contatto con i rispettivi team centrali, di cui replicano la struttura, e in sinergia con gli altri 29 paesi del Gruppo, favorendo così lo scambio di conoscenze e innovazione.

Come misurate le performance relative alla sostenibilità? Quali sono gli standard di riferimento e quali sono gli strumenti che state utilizzando?

Ci sono numerosi parametri, differenti a seconda della tipologia di performance che deve essere analizzata, dalle emissioni di CO2 alle attività dedicate ai dipendenti. Sono tutti rendicontati nel nostro Rapporto di Sostenibilità, che in Italia pubblichiamo ormai da 17 anni. Il Rapporto, disponibile per intero su lanostraricetta.it, viene redatto in conformità dei parametri di rendicontazione internazionali GRI Standard e poi revisionato da una società specializzata.

Che ruolo svolge l’ESG? Avete rating ESG in corso? Che valutazioni avete al riguardo?

Avendo messo la sostenibilità al centro delle scelte strategiche, i fattori ESG sono ovviamente fondamentali nella definizione dei piani e nella misurazione dei relativi risultati. Come Gruppo abbiamo ottenuto importanti risultati in diversi indici di sostenibilità, tra cui MSCI ESG, CDP, FTSE4Good e FTSE Russell ESG. Da poco, inoltre, Coca-Cola HBC è stata nuovamente riconosciuta come l’azienda di bevande più sostenibile d’Europa nel Dow Jones Sustainability Index e, per l’undicesimo anno consecutivo, ci siamo classificati tra le prime tre aziende di bevande a livello globale.

Come sono cambiati i prodotti nel corso del tempo in funzione degli obiettivi di sostenibilità e come sono cambiati i processi di produzione?

Da un punto di vista di processi di produzione abbiamo lavorato per ridurre l’impatto ambientale dei nostri stabilimenti, dall’uso di energia all’acqua e altre azioni in linea con l’obiettivo di arrivare alle zero emissioni nette entro il 2040. Ovviamente anche tutti i lavori di sgrammatura degli imballaggi, l’introduzione del 100% rPET e di KeelClip hanno richiesto una revisione della produzione, fino ad arrivare all’apertura di un intero stabilimento per la produzione di rPET. Da un punto di vista di prodotto, in linea con i nostri obiettivi e con gli impegni presi con le associazioni di categoria italiana (ASSOBIBE) ed europea (UNESDA), stiamo portando avanti una serie di azioni per offrire a clienti e consumatori ciò che desiderano bere, con meno zuccheri. Per fare alcuni esempi concreti, continuiamo a sviluppare nuove ricette ed introdurre innovazioni, per offrire alle persone almeno una variante senza zuccheri dei nostri prodotti, come ad esempio Coca-Cola zero zuccheri, o Sprite Zero e Fanta Zero Zuccheri. In più stiamo promuovendo confezioni di formato ridotto così che i nostri consumatori possano tenere sotto controllo l’assunzione delle calorie.

Possiamo raccontare una esperienza particolarmente significativa dal punto di vista della sostenibilità?

Sicuramente un’esperienza significativa è quella dello stabilimento di Gaglianico, a Biella. Non solo è l’investimento più importante in sostenibilità nella storia del nostro Gruppo, ovvero oltre 30 milioni di euro, ma rappresenta anche un passo importante per noi perché, proprio per essere sempre più protagonisti della sostenibilità, stiamo uscendo dal nostro tradizionale perimetro industriale. Grazie alle più avanzate tecnologie del settore, lo stabilimento infatti diventerà un innovativo impianto capace di trasformare fino a 30.000 tonnellate di PET all’anno in nuove preforme in 100% PET riciclato (rPET) che poi, attraverso il processo di soffiatura, diventeranno bottiglie per le nostre bevande. Arriveremo a questo obiettivo in due fasi. A fine marzo, appena i lavori nel sito saranno conclusi, inizieremo a produrre preforme sia in PET vergine sia in PET riciclato, acquistando la resina dai fornitori certificati che già oggi collaborano con noi. Appena riceveremo l’approvazione di EFSA, che ci aspettiamo arrivi entro luglio, potremo portare lo stabilimento a pieno regime attivando anche la produzione della resina, tutta in PET riciclato, che diventerà così l’unica resina che utilizzeremo all’interno del sito.

Ci sono stati casi o passaggi legati al rapporto con i distributori particolarmente significativi?

Sempre di più stiamo lavorando con tutti i nostri partner perché sappiamo che, per quanto importante, il nostro contributo da solo non basta ed è fondamentale che ogni attore della filiera faccia la sua parte. In questo senso uno degli ultimi progetti lo abbiamo realizzato insieme ad IVS, leader nella ristorazione automatica, e si chiama “Quante vite può avere una bottiglia?”. Si tratta di un’iniziativa di edutainment il cui obiettivo era sensibilizzare i consumatori al corretto recupero delle bottiglie in PET. Scaricando Coffee cApp, l’applicazione ideata da IVS per pagare la pausa caffè con lo smartphone, i consumatori hanno avuto la possibilità di partecipare ad un breve quiz sul riciclo del PET e vincere uno sconto per l’acquisto di un prodotto del nostro portafoglio Coca-Cola in bottiglia 100% rPET.

Prosegui la lettura delle strategie e delle esperienze di sustainability manager  di importanti aziende e organizzazioni.

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Mauro Bellini
Mauro Bellini

Ha seguito la ideazione e il lancio di ESG360, EnergyUP.Tech e Agrifood.Tech di cui è attualmente Direttore Responsabile. Si occupa di innovazione digitale, di sostenibilità, ESG e agrifood e dei temi legati alla trasformazione industriale, energetica e sociale.

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