Inclusione

Parità di genere: è AgID la prima PA italiana certificata UNI PdR125

L’Agenzia per l’Italia Digitale è il primo ente pubblico a ricevere la certificazione per la parità di genere. L’ente certificatore ha riscontrato la presenza di un “approccio adeguato al tema dell’equilibrio di genere da parte di tutto il management e del personale intervistato” ed è emersa “una grande attenzione e sensibilità sul rispetto del ruolo delle donne nel contesto aziendale e di gruppo”

Pubblicato il 11 Lug 2023

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L’Agenzia per l’Italia Digitale è la prima Pubblica Amministrazione Italiana a ricevere la certificazione per la parità di genere, secondo la norma UNI PdR125:2022.
AgID ha richiesto ad un ente certificatore accreditato di misurare l’equilibrio di genere e il livello di maturità dell’Agenzia sul tema, con l’obiettivo di fotografare la situazione attuale e promuovere l’adozione di politiche attive a favore della parità di genere e dell’empowerment femminile.

L’organismo di certificazione ha riscontrato la presenza di un approccio adeguato al tema dell’equilibrio di genere da parte di tutto il management di AgID e del personale intervistato. Dalle interviste ai dipendenti e dalla realtà osservata è emersa, infatti, una grande attenzione e sensibilità sulla parità di genere e sul rispetto del ruolo delle donne nel contesto aziendale e di gruppo.

La certificazione per la parità di genere

Le linee guida UNI/PdR 125:2022 prevedono l’utilizzo di specifici indicatori (KPI) che valutano l’equilibrio di genere in sei diverse aree all’interno di un’organizzazione e in particolare: cultura e strategia, governance, processi delle risorse umane, opportunità di crescita e inclusione delle donne, equità salariale tra i generi, tutela della genitorialità e conciliazione tra vita lavorativa e familiare. Ad ogni area viene associato un peso in percentuale che contribuisce alla valutazione complessiva dell’organizzazione e che viene utilizzato per misurarne il miglioramento nel tempo.

Il percorso intrapreso da AgID

AgID, già a inizio anno, ha adottato un Piano strategico per la parità di genere, con l’obiettivo di dare effettiva applicazione al principio dell’equilibrio di genere nell’organizzazione e gestione dell’Agenzia.
Il Piano, redatto tenendo in considerazione le direttive del Dipartimento per la Funzione Pubblica e del Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, prevede una serie di azioni e iniziative al fine di sostenere la parità di genere e migliorare il benessere fisico, psicologico e sociale di tutti i dipendenti.

Sono previste numerose iniziative, tra cui attività di formazione e sensibilizzazione sul rispetto della parità di genere, la conduzione periodica di indagini sul benessere organizzativo dei dipendenti, con l’obiettivo di adottare le idonee misure correttive in caso di rilevazione di situazioni di potenziale disparità, e una rinnovata attenzione al linguaggio inclusivo e alla rappresentatività di genere nelle comunicazioni ufficiali.

Con l’ottenimento della certificazione, AgID ha attivato degli strumenti di monitoraggio per valutare costantemente le azioni e le iniziative messe in atto, definendo così nuovi obiettivi e aree di miglioramento per combattere gli stereotipi e rendere l’Amministrazione sempre più inclusiva e rispettosa delle diversità.

Il direttore Nobile: “Frutto di un impegno collettivo”

“Essere la prima PA certificata per la parità di genere è un importante riconoscimento che ci riempie di orgoglio, soprattutto considerando il nostro contesto tecnologico: le lauree STEM sono spesso appannaggio degli uomini. Il risultato raggiunto oggi da AgID è frutto di un impegno collettivo, che ha contribuito a creare un ambiente di lavoro dove ognuno può sentirsi valorizzato e rispettato per le proprie competenze e capacità, senza discriminazioni”, ha sottolineato il direttore generale Mario Nobile.

“I temi della parità di genere e dell’inclusione sono strategici per l’Agenzia e vanno affrontati con iniziative e azioni concrete: il 42% del personale di AgID è donna e lo è il 50% del personale dirigente, un equilibrio importante che cercheremo di mantenere nel tempo”.

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