Inclusione

Indra, Capgemini e Schneider al top delle politiche di genere: a tutte un posto nel Bloomberg Gender Equality Index

Le aziende nell’elenco delle 418 premiate in tutto il mondo, grazie al loro impegno per l’uguaglianza, la diversità e la trasparenza nella comunicazione dei dati relativi alle donne. L’indice di riferimento misura la gender equality attraverso cinque criteri: leadership femminile e talent pipeline, retribuzioni eque e parità retributiva, cultura inclusiva, politiche aziendali contro le molestie sessuali, sviluppo di un brand riconosciuto come a favore delle donne

Pubblicato il 27 Gen 2022

Sede di Indra

Indra, tra le principali aziende globali di tecnologia e consulenza, è stata riconfermata per il terzo anno consecutivo nel Bloomberg Gender-Equality Index (GEI) che riconosce le maggiori organizzazioni globali in termini di trasparenza sulle questioni di genere e di promozione dell’uguaglianza e della diversità. E l’indice ha riconfermato per il quinto anno consecutivo anche Schneider Electric per il suo impegno in termini di diversità, parità e inclusione: la società ha avuto un punteggio superiore alla media, con i valori più alti per i temi di equità e parità salariale di genere. E un posto nell’indice è spettato anche a Capgemini, quale risultato del suo ambizioso programma focalizzato sull’aumento della rappresentanza femminile nelle fasi di recruiting e di promozione, sull’offerta di opportunità di mentoring e sul sostegno alle donne nei momenti chiave della loro vita professionale e personale.

Le tre aziende sono quindi nel novero delle 418 realtà in 45 paesi e regioni che compongono il Bloomberg GEI 2022, un indice ponderato in base alla capitalizzazione di mercato che mira a valutare la performance delle aziende impegnate nella trasparenza nella comunicazione dei dati di genere. Questo indice di riferimento misura l’uguaglianza di genere attraverso cinque pilastri:

  • leadership femminile e pipeline di talenti,
  • uguaglianza salariale e parità di retribuzione di genere,
  • cultura inclusiva,
  • politiche contro le molestie sessuali,
  • sostegno istituzionale alle donne (pro-women brand).

Indra e il sostegno alla parità di genere

Per essere inclusa nell’indice, Indra, che in Italia conta più di 2.000 professionisti attraverso Minsait, ha dovuto ottenere un punteggio uguale o superiore alla soglia globale stabilita da Bloomberg nelle cinque aree prese in considerazione, una soglia che quest’anno ha fatto registrare un aumento. Indra è una delle 44 aziende del settore tecnologico in tutto il mondo che hanno superato la soglia e fanno parte di questo indice di riferimento globale della diversità, che valuta anche gli sforzi delle aziende per promuovere l’uguaglianza e la diversità.

La società ha migliorato la sua valutazione complessiva e, precisamente, è vicina all’eccellenza nella diffusione delle sue politiche, buone pratiche e dati sulla diversità, raggiungendo il 98,51%. L’azienda ha anche aumentato la valutazione della qualità dei suoi dati, raddoppiando il suo punteggio per quanto riguarda la cultura inclusiva e ottenendo un aumento di oltre il 6% nel sostegno istituzionale alle donne.

Far parte del GEI per il terzo anno consecutivo è un riconoscimento dell’impegno di Indra a sostegno della parità di genere e della diversity, sia sul posto di lavoro che nei paesi in cui opera, oltre che nella società in generale. La diversità è uno dei pilastri della cultura di Indra, che continua a lavorare per rafforzare la sua cultura inclusiva, affinché tutti i professionisti si sentano parte importante dell’organizzazione e non si verifichino discriminazioni di nessun tipo.

Minsait: Best Employer for Women in Italia

Oltre a questo riconoscimento globale del Gruppo, in Italia Minsait è stata premiata anche come miglior datore di lavoro per le donne dall’Istituto Tedesco Qualità e Finanza ITQF e da La Repubblica – Affari & Finanza. L’azienda ha ottenuto il riconoscimento da uno studio di social listening che analizza nel dettaglio i commenti online di dipendenti e collaboratori, ed è stata selezionata tra le 200 migliori aziende italiane per le donne, su un campione di 2.000 aziende.

Questi riconoscimenti sono stati raggiunti grazie al Piano di Uguaglianza della società e alle procedure implementate che assicurano la meritocrazia e a un Codice Etico e di Conformità Legale che include i principi di professionalità e rispetto, protocolli di molestie sessuali e di genere, e ogni anno rafforza il suo Programma di Diversità con nuove iniziative. Queste includono sessioni di coaching di gruppo con donne del team di gestione; il ciclo “Donne che ispirano”, per presentare dipendenti Indra che costituiscono dei modelli; e un hack-day rivolto alle studentesse universitarie, una giornata di formazione e mentoring che mira ad aumentare le loro vocazioni tecnologiche, mostrando loro come la tecnologia può contribuire agli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) delle Nazioni Unite. Indra ha inoltre lanciato Discovering Steam per le ragazze, un’iniziativa per incoraggiare l’apprendimento e promuovere la scienza, la tecnologia, l’ingegneria, l’arte e la matematica tra le figlie dei professionisti della società.

Indra negli ultimi anni ha aumentato la percentuale di donne in azienda in tutte le categorie e a livello globale, e ha ridotto il gender pay gap, portandolo a livelli ben inferiori alla media delle aziende del suo settore. Indra ha attualmente il 34% di donne nella sua forza lavoro e il 25% a livello dirigenziale ed esecutivo. E’ una delle quattro aziende Ibex-35 con un direttore esecutivo donna: la Ceo Cristina Ruiz.

Oltre alla parità di genere e all’avanzamento delle donne, la cultura inclusiva di Indra si occupa della diversità culturale, generazionale, affettivo-sessuale e di abilità. L’azienda tecnologica impiega attualmente professionisti di più di 100 nazionalità, aderisce agli standard di condotta aziendale delle Nazioni Unite per affrontare la discriminazione contro la comunità LGTBI, integra nei suoi team giovani talenti che lavorano accanto agli esperti multidisciplinari dell’azienda con una vasta esperienza e promuove l’effettiva integrazione delle persone con disabilità sul posto di lavoro.

Schneider Electric oltre la media complessiva

Quanto a Schneider Electric, la società ha ottenuto un punteggio superiore alla media complessiva dell’indice GEI, ottenendo la valutazione più elevata nelle categorie legate a equità e parità di retribuzione in base al genere – in questo caso, in particolare, con risultati decisamente più alti rispetto alla media. Il Global Pay Equity Framework adottato da Schneider identifica i gap di retribuzione di genere tra gruppi comparabili di dipendenti e assicura che il principio di parità sia applicato con costanza, correttezza e la più alta trasparenza. Schneider è impegnata a ottenere un gap di retribuzione di genere minore dell’1% per uomini e donne,  entro il 2025.

Capgemini: diversità e inclusione nell’ambiente di lavoro

Anche Capgemini continua a fare progressi nella rappresentanza e nello sviluppo professionale delle donne a tutti i livelli dell’organizzazione. Questo è il risultato del suo ambizioso programma focalizzato sull’aumento della rappresentanza femminile nelle fasi di recruiting e di promozione, sull’offerta di opportunità di mentoring e sul sostegno alle donne nei momenti chiave della loro vita professionale e personale.

L’ingresso di Capgemini nel Gender-Equality Index di Bloomberg testimonia l’impegno del Gruppo nel creare un ambiente di lavoro ibrido incentrato su diversità e inclusione, dove tutti i talenti hanno le stesse opportunità di crescita. Tale impegno è stato nuovamente affermato nella policy ESG di Capgemini annunciata a dicembre 2021, attraverso cui l’azienda si impegna a raggiungere il 40% di rappresentanza femminile all’interno dei propri team e il 30% nelle posizioni apicali entro il 2025.

“È un onore per noi far parte del Gender-Equality Index del 2022. Crediamo che donne e uomini debbano avere lo stesso ruolo nel plasmare il futuro dell’economia digitale, che si tratti di tecnologia, di business, o di avere relazioni proficue con i clienti”, ha affermato Shobha Meera, Chief CSR Officer e membro del Group Executive Committee di Capgemini. “La parità di genere è fondamentale per ottenere un successo duraturo e ci impegniamo a diventare l’azienda di riferimento per le donne che lavorano nel settore digitale”.

Una lista che continua a crescere

“Siamo lieti di premiare Capgemini e le altre 417 aziende incluse nel GEI 2022 per il loro impegno in termini di trasparenza e per il loro contributo nel definire un nuovo standard per il reporting dei dati di genere”, ha dichiarato Peter T. Grauer, Chairman di Bloomberg e Founding Chairman dello U.S. 30% Club. “Nonostante la soglia per l’inclusione nel GEI sia stata aumentata, la lista continua a crescere, a testimonianza del fatto che sempre più aziende stanno lavorando per migliorare i loro indicatori di diversità di genere, promuovendo maggiori opportunità per tutti i talenti di avere successo nelle rispettive organizzazioni”.

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