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Corporate wellbeing, le falle nella misurazione e comunicazione delle iniziative



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Solo il 34% delle aziende dispone di strumenti per misurare l’efficacia delle iniziative, mentre poco più di una su 10 sa comunicarle ai dipendenti. Jointly, la B Corp specializzata nel corporate wellbeing, offre una piattaforma che permette di monitorare e migliorare il benessere aziendale, fornendo un’esperienza integrata e interattiva

Pubblicato il 30 mag 2024



Francesca Rizzi, CEO di JOINTLY
Francesca Rizzi, CEO di JOINTLY

Il corporate wellbeing, ovvero l’insieme dei servizi e soluzioni che le aziende offrono ai propri dipendenti per garantire loro il benessere in azienda, sta acquisendo un ruolo sempre più rilevante in un mondo del lavoro che vede quasi 9 imprese su 10 (88%) riscontrare difficoltà nel reperire talenti, mentre oltre un terzo dei dimissionari (36%) attribuire alla mancanza di benessere il motivo principale di abbandono del posto lavoro, secondo i dati più recenti dell’Osservatorio HR Innovation Practice della School of Management del Politecnico di Milano.

L’impegno delle aziende in questo ambito sta crescendo progressivamente, tanto che secondo lo studio Jointly e TEHA – The European House Ambrosetti “Una nuova visione di Corporate Wellbeing”, oggi più della metà delle aziende italiane (56%) ha introdotto misure per migliorare il benessere dei collaboratori. Tuttavia, solo uno su cinque dei collaboratori (20%) le considera utili e soddisfacenti. Questo si traduce in un investimento non ottimale di risorse – in termini di tempo e denaro – che vengono così sprecate.

Wellbeing, le cause del mismatch tra offerta e domanda

Il divario tra l’offerta e la domanda di benessere aziendale è sostanzialmente dovuto alla difficoltà di organizzare in un unico strumento tutte le iniziative per il benessere, monitorando il grado di utilizzo e soddisfazione. Secondo i dati del campione CWA Jointly, oggi solo il 34% delle imprese dispone di dati sufficienti a misurare l’efficacia delle attività, mentre appena più di una su 10 (13%) può contare su una strategia di comunicazione integrata relativa al corporate wellbeing.

Questi dati si riflettono in un 7% di collaboratori che afferma che la propria azienda comunica benefit e iniziative in modo chiaro e tempestivo. Al contrario, con una strategia di comunicazione integrata dei servizi e soluzioni a disposizione dei collaboratori, è dimostrato che l’engagement può aumentare fino al 30% (Fonte: ricerca JOINTLY VOICE, 2020 in collaborazione con il Centro di Ateneo Studi e Ricerche sulla Famiglia dell’Università Cattolica di Milano su un campione di 30 mila lavoratori).

Un dato particolarmente significativo in un periodo storico in cui solo il 9% degli italiani si sente bene al lavoro e uno su due (42%) ha cambiato lavoro, o sta pensando di farlo a breve.

Come costruire una employee experience che garantisca il wellbeing

Diventa quindi cruciale costruire una employee experience capace di rispondere alla richiesta di benessere delle persone. E quello che continua a mancare è una gestione integrata e coerente di tutte le iniziative finalizzate al benessere: troppo spesso si deve fare ricorso a molteplici piattaforme di erogazione, che non dialogano tra di loro né sono in grado di fornire dati esaustivi su uso ed engagement dei dipendenti, non consentendo di valutare l’efficacia delle iniziative offerte, perché queste piattaforme sono sistemi chiusi, che non consentono all’azienda di personalizzare e comunicare efficacemente i propri progetti.

L’ulteriore effetto di questa situazione è che diventa poi difficile misurare l’impatto delle proprie iniziative, quel SROI (Social Return on Investment) che permette alle imprese di misurare l’effetto delle soluzioni messe a disposizione della propria popolazione aziendale.

La piattaforma per una life work experience integrata e interattiva

In questo frangente si inserisce Jointly, la società B Corp® specializzata nel welfare e corporate wellbeing, in grado di garantire un impatto positivo sul benessere delle persone, delle aziende e delle realtà locali in cui opera. Jointly ha lanciato una piattaforma Joy, capace di offrire una esperienza integrata e interattiva per l’utilizzo dei servizi di corporate wellbeing e attraverso cui far scoprire, utilizzare e vivere tutto ciò che caratterizza la lifework experience di chi lavora in azienda.

Grazie a Joy, l’azienda avrà a disposizione una dashboard per monitorare interattivamente il gradimento e l’utilizzo dei servizi di corporate wellbeing, permettendo di ottimizzare nel tempo l’efficacia degli investimenti grazie a report periodici anche in ottica di integrazione ai parametri dei bilanci di sostenibilità, oltre alla possibilità di fare riferimento a benchmark di settore.

I collaboratori potranno invece gestire autonomamente la propria selezione di servizi e soluzioni di corporate wellbeing, avendo un punto di accesso unico per tutti i benefit e le iniziative delle quali si vuole usufruire per migliorare la propria life work experience, oltre alla possibilità di fornire feedback puntuali sui servizi offerti. In questo modo Joy diventa uno strumento di miglioramento dinamico della performance, capace di alimentare l’engagement per rafforzare il senso di comunità e migliorare l’employee experience.

Il valore di una strategia coordinata e coerente

“Adottare una visione integrata e coerente – ha sottolineato Francesca Rizzi, CEO di JOINTLY è fondamentale per far sì che l’impegno delle aziende a favore del benessere della propria comunità aziendale non venga più considerato solo una somma di singole iniziative, ma come il risultato di una strategia coordinata e coerente di miglioramento della employee experience. Solo così si può lavorare concretamente sul benessere dei collaboratori come leva fondamentale di attraction e retention, evitando di disperdere valore. È un tema di competitività d’impresa e di produttività”.

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