Fase 2

La Certificazione Bio Protection degli Studi Odontoiatrici

Il caso del Centro Berni, che per primo ha applicato il sistema di gestione per la prevenzione di rischio da Covid-19

Pubblicato il 29 Set 2020

responsabilità impresa covid-19

Il settore odontoiatrico è caratterizzato da un altissimo rischio di contagio dal virus SARS COV 2. Il paziente si trova senza nessun tipo di protezione, quando si siede sulla poltrona odontoiatrica, e di conseguenza le vie aeree sono esposte ad una elevata probabilità di contagio. Inoltre, vi è una consistente produzione di aerosol durante alcune operazioni, quali ad esempio la preparazione del provvisorio, la scopertura degli impianti, l’endodonzia, l’otturazione dei decidui e l’avulsione del dente. Bisogna considerare che pazienti e accompagnatori provengono dall’esterno, quindi non sappiamo con chi sono entrati in contatto e se sono portatori asintomatici di SARS COV 2. A causa di questa problematica, abbiamo pensato a come tutelare la salute del paziente e dei collaboratori che prestano la propria attività all’interno dello studio dentistico. La risposta alle nostre domande è stata la creazione di un Sistema di Gestione della Bio Protection, secondo la norma ISO/IEC 17065:2012 “Conformity assessment – Requirements for bodies certifying products, processes and services”, che prendesse in considerazione le norme Nazionali, i decreti ministeriali e interministeriali, le ordinanze, le circolari i comunicati, i protocolli condivisi, le linee guida, le disposizioni tecniche e le norme gestionali per la gestione del rischio COVID-19. Il Sistema di Gestione della Bio Protection che abbiamo progettato garantisce ai titolari dello studio dentistico un alto livello di protezione non solo da SARS COV 2, ma genericamente da tutti gli agenti biologici riscontrabili in uno studio odontoiatrico, per la tutela dei pazienti, degli accompagnatori e dei collaboratori, nonché come strumento di garanzia per il titolare dello Studio. Sulla base delle regole descritte nel Documento Tecnico di Certificazione lo Studio viene accompagnato in una prima autovalutazione delle misure di biosicurezza attraverso una Check List di valutazione. La Check List di valutazione mette in evidenza le eventuali carenze dello Studio, anche rispetto alle ripercussioni e alle responsabilità penali del Datore di Lavoro, e pone fin dall’inizio il titolare nella condizione di valutare il livello di adeguatezza delle misure che sta adottando, per decidere come poter migliorare la sicurezza dell’ambiente lavorativo e per tutelarsi dalla responsabilità penale e civile.

Lo Studio viene poi affiancato nella personalizzazione delle procedure di biosicurezza per l’adozione del miglior modello di gestione applicabile, attraverso una piattaforma con consulenti esperti del settore. Il percorso verso la certificazione continuerà attraverso l’elaborazione di procedure specifiche e attraverso il supporto di clip formative e di una consulenza personalizzata. Una volta applicate, le procedure saranno soggette a verifica da parte di un Ente di Certificazione terzo. Di seguito l’intervista al primo studio odontoiatrico che ha applicato il Sistema di Gestione della Bio Protection, il CENTRO BERNI ODONTOIATRIA E MEDICINA SRL, la cui referente è l’Amministratore Delegato Melissa Secchi.

Case History: “Il sistema di gestione della Bio Protection è la risposta al bisogno di fiducia di pazienti e collaboratori

Melissa Secchi
Amministratore Delegato e Dentist Manager
Berni Odontoiatria e Medicina S.r.l.

Che cosa l’ha spinta a scegliere un Sistema di Gestione della Bio Protection?

Abbiamo intrapreso questa esperienza per una esigenza di chiarezza, qualcosa che potesse dare dei punti di riferimento alle domande di pazienti e collaboratori. Fondamentalmente avevamo bisogno di uno strumento che desse fiducia.

È stato complicato applicare un Sistema di Gestione della Bio Protection così innovativo?

Più che complicato è stato indaginoso: abbiamo dovuto sviscerare tutti i normali passaggi delle nostre attività per poi protocollarli. È stata proprio lì la difficoltà. Creare un percorso, un protocollo che potesse essere rivedibile e continuamente attuabile. Un’altra complicazione è stata l’uso di determinate terminologie a cui noi non siamo abituati come categoria. Abbiamo dovuto trovare una motivazione forte che ci spingesse a prendere tutto quello che noi facciamo quotidianamente e inserirlo in procedure di lavoro per poter dare fiducia.

Che cosa vi ha permesso di andare oltre a queste difficoltà?

Sicuramente quello che mi ha aiutata è stata essere affiancata da persone competenti che mi hanno seguito in questo percorso, istruendomi prima di tutto, anche semplicemente nella banalissima scelta dei dispositivi di protezione individuale e dei dispositivi medici, sui quali c’era una confusione incredibile quando avevamo iniziato. Appoggiarmi a un ente che mi ha seguito in questo percorso ha reso tutte queste difficoltà sicuramente più semplici da gestire. Un altro esempio può essere quello di alcune falle nel nostro sistema, come ad esempio la gestione dei rifiuti; personalmente mi ritenevo a posto, avendo individuato un’azienda idonea per lo smaltimento dei rifiuti; ma passando da studio professionale a SRL, avevo proprio dimenticato la parte del registro del carico e scarico dei rifiuti stessi. Questa mancanza me l’ha colmata solo il referente di fiducia che mi ha seguita in questo percorso.

I pazienti e i collaboratori come hanno reagito all’applicazione del Sistema di Gestione della Bio Protection?

Inizialmente i pazienti telefonavano proprio chiedendo se avessimo adottato dei sistemi di protezione per loro e cosa aveva fatto l’azienda per tutelarli. Noi spiegavamo proprio in maniera pratica tutti i passaggi che i pazienti dovevano fare: la ricezione del triage il giorno prima, la compilazione all’interno dello studio, la misurazione della temperatura corporea e tutti i sistemi adottati per sanificare o disinfettare l’ambulatorio tra un paziente ed un altro; passaggi che poi venivano dimostrati anche sul campo. Questo atteggiamento ha sicuramente tranquillizzato i pazienti, che hanno avvertito un senso di rispetto e di tutela nei loro confronti. Per quanto riguarda i collaboratori, mettere in pratica tutti quei protocolli (come la misurazione della loro stessa temperatura corporea, i corsi di vestizione e svestizione, fino ai nuovi macchinari acquistati dallo studio) ha dato loro sicuramente grande sicurezza nel modo di lavorare. Tra l’altro i nostri collaboratori di solito lavorano in più studi, per cui hanno potuto in maniera tangibile vedere le differenze tra il lavorare presso il nostro centro e in un centro invece dove queste procedure non vengono attuate o comunque c’è una disorganizzazione nel protocollo.

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Andrea Berni

Associate Partner P4I, Service Line Sistemi di Gestione QHSE

T
Ugo Tutolo

Junior QHSE in P4I

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