Ricerche

Il cloud per la sicurezza dei dati dei pazienti

Il sondaggio Truth in Cloud commissionato da Veritas Technologies e condotto da Vason Bourne, indica che la maggior parte delle organizzazioni (56%) opera con una mentalità cloud-first quando si tratta di distribuire nuove applicazioni e gestire i carichi di lavoro. Tuttavia, lo studio rivela l’esistenza di idee sbagliate sulla responsabilità della gestione dei dati in cloud, con il 69% delle organizzazioni che ritiene erroneamente la protezione dei dati, la privacy e la conformità dei dati di competenza del loro fornitore di servizi cloud Infrastructure as a Service (IaaS)

Pubblicato il 27 Ago 2019

cybercrimine sanità

Arrivano dal cloud soluzioni per gli operatori sanitari impegnati ad affrontare e compiere la digital transformation del settore. Nello specifico, grazie al Cloud è possibile garantire dati sanitari attendibili, archiviati a costi inferiori, con modalità di aggiornamento e condivisione innovative, veloci e sicure, condizione essenziale per poter fornire ai propri pazienti cure all’avanguardia e migliorare il dialogo medico-paziente.

Tuttavia, la maggior parte dei professionisti del settore è ancora restia a muoversi verso un sistema completamente dematerializzato in Cloud. Abituati ad avere il controllo completo del proprio sistema informativo, molti di loro sono all’oscuro delle caratteristiche tecniche e dei vantaggi del passaggio al digitale. Di conseguenza, è prima di tutto necessaria l’educazione tecnologica e la collaborazione tra i vari attori per incoraggiare questo cambiamento.

Mentalità Cloud first per la maggior parte delle organizzazioni

Il sondaggio Truth in Cloud commissionato da Veritas Technologies, specializzata nella produzione di programmi per l’archiviazione dei dati, e condotto da Vason Bourne, indica che la maggior parte delle organizzazioni (56%) opera con una mentalità cloud-first quando si tratta di distribuire nuove applicazioni e gestire i carichi di lavoro. Solo l’1% delle organizzazioni dichiara che non adotterà il cloud nei prossimi due anni.

Tuttavia, lo studio, che coinvolge 13 paesi, rivela l’esistenza di idee significativamente sbagliate sulla responsabilità della gestione dei dati in cloud, con il 69% delle organizzazioni che ritiene erroneamente la protezione dei dati, la privacy e la conformità dei dati di competenza del loro fornitore di servizi cloud Infrastructure as a Service (IaaS). Inoltre, il 55% ritiene scorrettamente che l’uptime dell’applicazione sia anche responsabilità del proprio provider cloud.

Cloud: condivisione istantanea dei dati e collaborazione più efficace

In generale, tra i benefici generati dal cloud si annoverano: la libertà dei professionisti che non sono più limitati in termini di spazio di archiviazione, poiché aggiungere ulteriore memoria diventa semplice; la possibilità di esternalizzare i dati ad un fornitore cloud professionale consente alle aziende di delegare questo compito e concentrarsi su questioni più rilevanti per il loro business ed infine, avere un ambiente più connesso riduce i costi, adottando soluzioni di archiviazione più economiche e meno ingombranti.

Si tratta di specifiche facilmente adattabili anche al settore sanitario dove emerge la possibilità ulteriore di facilitare e rendere più efficace la collaborazione tra professionisti sanitari che lavorano nello stesso team, ma anche in città diverse garantendo la condivisione istantanea di cartelle cliniche e documenti elettronici dei pazienti.

Contro attacchi hacker e furto dati, sicurezza in Cloud

Di fronte alla crescente frequenza di attacchi hacker e furto dati, la sicurezza e la riservatezza dei dati dei pazienti è la principale preoccupazione dei professionisti. Il cloud è considerato una delle tecnologie di archiviazione dati più sicure al mondo. A differenza delle soluzioni on premise, ha diversi livelli di sicurezza e la data protection è meglio garantita da meccanismi di ridondanza.

Tuttavia, è utile fare attenzione al concetto di data responsability, che coinvolge sia il cloud provider che l’azienda che detiene i dati. Nel caso di adozione di una strategia cloud, è fondamentale affrontare alcune scelte in grado di mantenere lo stesso livello di protezione e di disponibilità del dato, esistente on premise.

Al tempo stesso, la strategia di migrazione di applicazioni verso il cloud, può creare o meno un lock-in verso il cloud provider. Scegliere quindi soluzioni indipendenti può garantire migrazioni semplici e libertà nell’indirizzare scelte future, quali il multi-cloud o il ritorno dei dati on premise.

Immagine fornita da Shutterstock

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