L'approfondimento

World Environment Day, Rigotti (OnRobot Italia): “Futuro più green grazie alle app collaborative”

L’area Sales manager della società specializzata in dispositivi di estremità per automi industriali: “L’utilizzo dell’automazione per la sostenibilità può aiutarci nella battaglia per contrastare il cambiamento climatico”

Pubblicato il 03 Giu 2021

Enrico Rigotti_OnRobot

Il 5 giugno è il “World environmental day“, occasione di sensibilizzazione dei cittadini sui temi del rispetto per l’ambiente, e l’argomento scelto per il 2021 è il ripristino e la salvaguardia del nostro ecosistema. “Generalmente non si considerano i robot come strumenti ecologici – spiega Enrico Rigotti, Area Sales Manager di OnRobot Italia, società specializzata in dispositivi di estremità per robot industriali – Eppure l’utilizzo di applicazioni collaborative e dell’automazione volto alla sostenibilità può aiutarci nella battaglia per contrastare il cambiamento climatico e condurci verso un futuro migliore”.

Secondo l’Ifr – prosegue il manager – una delle cinque principali tendenze della robotica per quest’anno consiste proprio nell’utilizzo dei robot per ridurre il carbon footprint. Per aderire all’impegno nel diminuire l’impatto ambientale, infatti, gli investimenti intelligenti nella moderna tecnologia robotica saranno vitali perché si tratta di strumenti efficienti, che permettono di ridurre direttamente il consumo di energia in produzione, ed essendo dotati di una maggiore precisione, producono anche meno scarti, influenzando positivamente il rapporto tra input e output delle risorse. Inoltre, i robot aiutano nella produzione a costi contenuti di strumenti per favorire l’energia rinnovabile, come le celle fotovoltaiche o a combustibile a idrogeno£.

Lo scenario della robotica industriale è quello di installazioni più che triplicate tra il 2010 e il 2019, raggiungendo 381 mila unità nelle aziende di tutto il mondo. “Ma l’automazione – prosegue Rigotti – non è l’unica tendenza che sta prendendo piede nel manifatturiero e in altri settori industriali. La robotica deve consumare meno energia per sostenere la propria crescita in futuro e i trend nel campo dell’efficienza energetica ne modelleranno il mercato nei prossimi anni”.

Ma quali sono le modalità di risparmio energetico possibili per i robot industriali? Sono essenzialmente due, spiega Rigotti, standby e ibernazione, “ma le aziende manifatturiere potrebbero presto cercare soluzioni con più opzioni di risparmio energetico – aggiunge l’esperto –  definendo diverse modalità di alimentazione in base alle attività da svolgere nella giornata. I sensori IoT implementati nei sistemi robotici forniscono dati in tempo reale sul loro utilizzo di energia e l’interoperabilità è fondamentale. Far collaborare sistemi IoT connessi – prosegue – permetterebbe un utilizzo più efficace e bilanciato dell’energia, con significativi vantaggi anche per la produttività. Inoltre, modificando l’interazione dei robot con gli altri oggetti, i produttori possono raggiungere la stessa produttività con minore energia”.

Ma questi non sono gli unici vantaggi che vengono dalla robotica per il mondo dell’industria: “I robot industriali offrono ai produttori maggiore robustezza e una migliore qualità nell’esecuzione di compiti ripetitivi – sottolinea Rigotti – Il loro comportamento è prevedibile e i movimenti sono precisi. Se programmati correttamente per una mansione adeguata, è possibile ridurre anche i difetti di produzione. In altri termini, questo significa che i robot sono in grado di realizzare prodotti di alta qualità con poche variazioni e maggiore uniformità rispetto alle loro controparti umane, riducendo le possibilità di errore e, di conseguenza, la produzione di rifiuti e scarti. In un certo senso, i robot ricoprono contemporaneamente il ruolo di dipendente e di sistema di controllo qualità. La mancanza di preferenze, combinata con l’eliminazione della possibilità di errore umano, crea un prodotto prevedibilmente perfetto ogni volta. Molti potrebbero dare credito ai robot solo per i vantaggi di ottimizzazione, senza mai citare gli end-of-arm tool (EoAT). In realtà proprio questi strumenti sono gli eroi non riconosciuti dell’automazione dei processi”.

Inoltre i robot possono giocare un ruolo di primo piano nell’industria delle energie rinnovabili: “Le attività delle aziende in quest’ultimo campo stanno diventando sfide ingegneristiche sempre più complesse – afferma Rigotti – che richiedono l’applicazione di robot e automazione per risparmiare tempo, aumentare la produttività e ottimizzare le prestazioni. Inoltre, alcuni progetti complessi di sviluppo prodotto per lo sfruttamento dell’energia rinnovabile richiedono una precisione meccanica che gli esseri umani non possono fornire”.

Nel campo dell’energia solare, ad esempio, “Le aziende utilizzano robot e automazione per prendere decisioni di produzione intelligenti e immediate – spiega il manager – riducendo al minimo il costo del lavoro e migliorando la produttività. Esempi di fasi di produzione di sistemi solari in cui viene applicata l’automazione robotica sono il lingotto e i moduli di silicio, le celle solari e i wafer di silicio”. Quanto all’energie eolica, “La robotica e l’automazione hanno un grande impatto sui principali aspetti della produzione di turbine eoliche. Ad esempio – prosegue Rigotti – il tempo necessario per verniciare, levigare e lucidare le pale delle turbine è stato drasticamente ridotto da giorni a ore. L’applicazione di robot e automazione nell’industria delle turbine eoliche è un must se la qualità della produzione deve essere costante”. Nell’energia idroelettrica, infine, “i robot vengono impiegati per la fabbricazione di parti nelle turbine idroelettriche, i cui componenti specifici sono troppo grandi per essere saldati manualmente – aggiunge – Solo i robot flessibili con più assi di movimento hanno la capacità di saldarli con successo”.

“Produrre meglio, risparmiando, oggi è possibile – conclude Rigotti – e per le aziende che ancora non vi hanno investito, i robot possono rappresentare ben di più di un semplice ausilio operativo, diventando la spinta di cui più hanno bisogno per entrare in una nuova era: la sostenibilità efficiente”.

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