Lo Stop The Clock del pacchetto Omnibus convince i membri del Parlamento europeo che hanno votato a larga maggioranza: 427 voti favorevoli, 221 contrari e 14 astenuti, la procedura d’urgenza appunto per uno “stop the clock” sul pacchetto Omnibus.
Si tratta di una decisione che, considerando le misure previste nel Pacchetto Omnibus, va ad agire sulle date di applicazione di una serie di requisiti per la rendicontazione di sostenibilità aziendale, sulle date di scadenza relative al recepimento delle disposizioni per quanto attiene la due diligence oltre che su una serie di aspetti che attengono ai contenuti della due diligence stessa.
Stop the Clock: verso la votazione del 3 aprile
A questo punto, dopo il voto del 1 aprile del parlamento europeo sullo stop the clock, la proposta passerà ai voti nella giornata del 3 aprile e in quella circostanza gli eurodeputati decideranno se posticipare di due anni l’entrata in vigore della rendicontazione sociale e ambientale per una ampia serie di aziende. Sempre il 3 aprile il Parlamento sarà chiamato a pronunciarsi in merito alla scelta di posticipare, in questo caso di un anno, il recepimento e l’applicazione delle misure relative alla due diligence per le aziende di maggiori dimensioni.
Nel caso in cui dagli eurodeputati arrivi un semaforo verde nella giornata di giovedì la bozza di misure proposte dovrà solo passare al vaglio del Consiglio UE prima di entrare in vigore.
Stop the clock: come e perché
Il termine “Stop the Clock” rappresenta un concetto di particolare importanza nel contesto del pacchetto Omnibus, considerando che va ad agire sulla gestione di un insieme di regolamenti dell’Unione Europea che mirano a migliorare la trasparenza e l’efficienza delle misure legate alla sostenibilità. Il pacchetto Omnibus è stato infatti proposto dalla Commissione UE per affrontare le sfide legate alla necessità di garantire un alleggerimento delle misure legate agli adempimenti normativi per la sostenibilità. Nello specifico Stop the Clock si riferisce a una misura temporanea adottata per sospendere l’applicazione di alcune normative specifiche, permettendo così una maggiore flessibilità e adattamento alle circostanze eccezionali.
La “modalità” Stop the Clock era già stata utilizzata in altri contesti, in particolare relativamente al sistema di scambio di quote di emissione dell’UE (ETS) per l’aviazione. Nel 2012, l’Unione Europea ha deciso di sospendere temporaneamente l’applicazione del sistema ETS per i voli internazionali in entrata e in uscita dall’Europa. Questa decisione è stata presa per dare tempo ai negoziati internazionali di raggiungere un accordo globale sulle emissioni del settore aereo, evitando così tensioni diplomatiche e potenziali ritorsioni commerciali da parte di paesi non europei.
Il concetto di Stop the Clock è importante per comprendere come l’UE gestisce situazioni in cui le normative esistenti potrebbero ostacolare il progresso o la cooperazione internazionale. Nel caso del pacchetto Omnibus, l’applicazione di Stop the Clock viene utilizzato per mantenere un equilibrio tra l’implementazione delle politiche ambientali e la necessità di sostenere l’economia soprattutto per quanto riguarda le piccole e medie imprese.
Questa misura ha anche evidenziato l’importanza della flessibilità normativa in un contesto globale in rapida evoluzione. Mentre l’UE continua a perseguire obiettivi ambiziosi in termini di sostenibilità e riduzione delle emissioni, strumenti come Stop the Clock rappresenta un approccio pragmatico alla regolamentazione, che riconosce la necessità di pause strategiche per facilitare il dialogo e l’adattamento, senza perdere di vista gli obiettivi ambientali e di mercato a lungo termine.