PACCHETTO OMNIBUS

Sostenibilità e due diligence: gli eurodeputati approvano il delay sulle nuove regole



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Dopo l’approvazione alla “procedura di urgenza Stop The Clock arriva a larghissima maggioranza dal Parlamento europeo l’approvazione a una “nuova agenda” per quanto attiene agli adempimenti normativi su sostenibilità e due diligence

Pubblicato il 4 apr 2025

Mauro Bellini

Direttore Responsabile ESG360.it, EnergyUP.Tech e Agrifood.Tech



Sostenibilità e due diligence

Con il voto di giovedì 3 aprile, seguito all’approvazione dello Stop The Clock per il Pacchetto Omnibus il Parlamento Europeo ha scelto a larghissima maggioranza di posticipare una serie di date di applicazione delle nuove normative UE relative agli adempimenti di due diligence e di rendicontazione di sostenibilità. La votazione rientra nel piano proposto della Commissione con il Pacchetto Omnibus per un alleggerimento e una semplificazione degli impegni UE in merito alla normativa per la sostenibilità.

Sostenibilità e due diligence: cosa cambia

Gli eurodeputati si sono espressi appunto a larghissima maggioranza con 531 voti a favore, 69 contrari e 17 astensioni e sulla base di questa approvazione le imprese di maggiori dimensioni avranno un anno in più per prepararsi alle nuove regole di due diligence. Per quanto riguarda la rendicontazione di sostenibilità una ampia fascia di aziende avrà due anni di tempo in più.

A livello di Stati membri UE con questo passaggio si allunga di un anno, ovvero sino al 26 luglio 2027, l’impegno per recepire le regole nell’ambito della legislazione nazionale.

Ci sarà più tempo, sempre un anno in più, anche per le imprese della cosiddetta “prima ondata” vale a dire tutte quelle imprese UE con più di 5.000 dipendenti e con un fatturato netto superiore a 1,5 miliardi di euro, e le imprese di area non UE che però presentano un fatturato superiore a questa soglia nell’ambito delle loro attività in area UE.

Per tutte queste realtà le normative previste si applicheranno dal 2028 e la data di applicazione sarà la stessa prevista per le imprese che appartengono alla cosiddetta “seconda ondata“, vale a dire le imprese UE con più di 3.000 dipendenti e un fatturato netto superiore a 900 milioni di euro, e le imprese non UE che sviluppano un fatturato superiore di questa entità nelle loro attività in area UE.

Relativamente alla direttiva CSRD sulla rendicontazione della sostenibilità è previsto un delay di due anni per la seconda e terza ondata di aziende coperte dalla legislazione.

Nel caso delle grandi aziende che contano più di 250 dipendenti si prevede un adempimento per la prima volta nel 2028 sull’anno finanziario precedente in relazione alla necessità di riferire sulle misure sociali e ambientali. Per quanto attiene alle piccole e medie imprese quotate l’adempimento relativo a queste informazioni è previsto per il 2029.

I next step

La proposta di semplificazione e alleggerimento contenuta nel pacchetto Omnibus era stata presentata dalla Commissione europea lo scorso 26 febbraio 2025 e oltre a un delay nell’applicazione delle regole di rendicontazione e due diligence, prevedeva anche altri interventi che saranno oggetto di discussione in Commissione Affari Legali del Parlamento.

Il Parlamento europeo aveva deciso di trattare questo dossier con una procedura di urgenza Stop The Clock il dossier e a questo punto il prossimo passaggio per arrivare all’entrata in vigore di questo progetto di legge è legato all’approvazione formale del Consiglio d’Europa.

Aggiornamenti e reazioni sul Pacchetto Omnibus

Il Pacchetto Omnibus è stato caratterizzato da una ricca serie di confronti e reazioni. Di seguito i riferimenti ai nostri servizi su questa misura.

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