Il rinvio degli obblighi di rendicontazione di sostenibilità con l’approvazione del Parlamento prima allo Stop the clock e poi al Pacchetto Omnibus, solleva una serie di preoccupazioni a partire da quella che arriva da Assirevi, l’Associazione delle società di revisione secondo la quale questo passaggio può comportare una serie di rischi come ad esempio lo sviluppo di una rendicontazione volontaria non regolamentata. Le conseguenza di un disallineamento a livello di informazioni e dati da fornire al mercato si traduce secondo Assirevi in un abbassamento della qualità e in una difficoltà della comparabilità delle informazioni fornite al mercato.
Rinvio obblighi di rendicontazione: quali rischi
Gianmario Crescentino, Presidente di Assirevi ha osservato in un comunicato dell’associazione che per quanto sia importante apprezzare “lo sforzo di semplificazione del pacchetto Omnibus. Con riferimento al rinvio di due anni occorre tuttavia considerare che numerose imprese erano già pronte ad adempiere agli obblighi della direttiva CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive) e con buona probabilità pubblicheranno in ogni caso bilanci di sostenibilità a titolo volontario, non uniformi tra loro e privi di chiari riferimenti normativi. Questo scenario rischia di creare confusione tra gli stakeholder, minare la comparabilità dei dati e compromettere la rilevanza dell’informativa sulla sostenibilità nel suo complesso”.
ESRS o standard ad hoc per gestire le problematiche relative al rinvio obblighi di rendicontazione
Allo scopo di gestire e ridurre i rischi relativi al rinvio obblighi di rendicontazione Assirevi suggerisce che le società impegnate nel predisporre una rendicontazione volontaria possano applicare gli European Sustainability Reporting Standards (ESRS), oppure altri standard ad hoc. Sempre nel segno della semplificazione Assirevi ritiene che sia essenziale che il recepimento nazionale delle modifiche previste nel Pacchetto Omnibus avvenga rapidamente, proprio per garantire alle imprese un quadro normativo chiaro che, in relazione all’attuale disciplina di recepimento in Italia della CSRD, hanno, allo stato, l’obbligo di rendicontare a far data dal 2025.
Rinvio obblighi di rendicontazione: cosa succede agli incarichi già conferiti ai revisori
Un altro tema caldo relativo alle conseguenze del Pacchetto Omnibus riguarda la gestione degli incarichi già conferiti ai revisori dalle imprese di grandi dimensioni che sono tenute alla rendicontazione di sostenibilità dall’esercizio 2025.
In questo caso Assirevi suggerisce l’adozione di una norma che permetta di congelare la decorrenza di questi incarichi, consentendone la ripresa a partire dall’esercizio 2027 allorché l’obbligo avrà ripreso attualità.
Per Assirevi i contenuti del Pacchetto Omnibus pur nel segno della semplificazione è destinato a portare un significativo ridimensionamento dell’ambito di applicazione della rendicontazione di sostenibilità. In generale, l’applicazione della rendicontazione di sostenibilità sarà limitata alle imprese con più di 1.000 dipendenti con una drastiuca riduzione, di circa l’80% nel numero di aziende obbligate.
Assirevi sottolinea le proprie riserve, sottolineando in particolare per quanto riguarda il fatto che resterebbero escluse plurime società quotate in borsa con numero di dipendenti inferiore alla soglia sopra richiamata e aziende non labour intensive ma con attività impattanti sulla sostenibilità.
Un altro fattore di rischio segnalato da Assirevi riguarda il fatto che si crea la situazione nella quale a partire dal 2027 la CSRD non sarà più applicabile a numerosi enti di interesse pubblico (EIP) con più di 500 e meno di 1000 dipendenti, attualmente obbligati alla rendicontazione di sostenibilità, che hanno già rendicontato per il 2024 e dovranno continuare a farlo nel 2025 e nel 2026. Un ridimensionamento, in sintesi, che appare pertanto incoerente con gli obiettivi di fondo della Direttiva CSRD.
*ASSIREVI è un’associazione privata senza scopo di lucro fondata nel 1980 e legalmente riconosciuta, riunisce oggi 16 società di revisione italiane di grandi, medie e piccole dimensioni. I professionisti che operano nell’ambito delle Associate di ASSIREVI sono circa 8.300 (che salgono a oltre 27.000 ove si considerino i network cui le Associate aderiscono), con una presenza distribuita su tutto il territorio nazionale.