INDUSTRY 40 360 SUMMIT 2025

Twin Transition e competitività: il digitale come acceleratore di sostenibilità



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Nel rapporto tra Twin Transition e competitività il digitale si rivela un acceleratore per la sostenibilità, ottimizzando risorse e riducendo l’impatto ambientale. Molte aziende, in particolare le PMI, faticano ancora a integrare queste due transizioni. A Industry 4.0 360 Summit 2025 gli esempi virtuosi di Vibram e Bolton Food dimostrano come l’innovazione digitale possa trasformare le sfide legate alla sostenibilità (come misurazione, tracciabilità e rendicontazione) in vantaggi competitivi

Pubblicato il 26 mar 2025



Twin transition e competitività
La sessione dell'Industry 4.0 360 Summit 2025 dedicata a "Manifattura circolare e sostenibile" con (da sinistra) Luciano Pirovano, Chief Sustainable Development Officer di Bolton Food S.p.A.; Mauro Bellini , Direttore Resposnabile ESG360.it; Giorgia Dragoni, Direttore Osservatorio Digital & Sustainable del Politecnico di Milano e Marco Guazzoni, Sustainability Director di Vibram

In un contesto di mercato sempre più incerto e volatile, le imprese si trovano di fronte a una duplice sfida: la transizione digitale e quella sostenibile. Queste due transizioni, sebbene distinte, sono profondamente interconnesse, tanto da essere definite transizioni gemelle, o Twin Transition. La digitalizzazione, infatti, funge da potente acceleratore per il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità, fornendo gli strumenti per ottimizzare l’uso delle risorse, ridurre l’impatto ambientale e promuovere l’economia circolare.

Allo stesso tempo, è fondamentale riconoscere che le tecnologie digitali stesse hanno un impatto sulla sostenibilità, che non può essere tralasciato. Pertanto, è necessario adottare un approccio sinergico, consapevole e responsabile per governare queste transizioni, raggiungere gli obiettivi aziendali e massimizzare i benefici.

Di questo si è parlato nel corso della sessione “Manifattura circolare e sostenibile” dell’Industry4.0 360 Summit con Giorgia Dragoni, Direttore Osservatorio Digital & Sustainable del Politecnico di Milano, Marco Guazzoni, Sustainability Director di Vibram e Luciano Pirovano, Chief Sustainable Development Officer di Bolton Food S.p.A. con la moderazione di Mauro Bellini, Direttore responsabile ESG360.it.

Twin Transition e competitività, l’approccio delle aziende

Ma come si posizionano le aziende italiane rispetto questa duplice transizione? La fotografia restituita dall’indagine dell’Osservatorio Digital & Sustainable del Politecnico di Milano evidenzia che, pur all’interno di un quadro estremamente eterogeneo, a mancare è proprio un approccio sinergico tra gli investimenti in digitale e in sostenibilità.

Nelle grandi imprese, la sostenibilità è una priorità consolidata, con il 93% che dichiara investimenti importanti e l’84% che investe intensamente sia in sostenibilità che in digitale. Tuttavia, anche tra le grandi imprese, permangono margini di miglioramento nell’integrazione sinergica tra queste due dimensioni.

Twin Transition e competitività
Girgia Dragoni, Direttore dell’Osservatorio Digital & Sustainable del Politecnico di Milano a Industry 4.0 360 Summit 2025

Le PMI, invece, mostrano una maggiore eterogeneità: circa un terzo investe intensamente in entrambe le aree, mentre oltre il 30% non investe né in digitale né in sostenibilità, rivelando una consapevolezza e una maturità inferiori rispetto alle realtà più grandi. La principale motivazione del mancato investimento, soprattutto tra le grandi imprese, non è tanto il costo (che è invece un tema rivelante per le PMI), ma la mancanza di chiarezza sul percorso e sui benefici sinergici tra digitale e sostenibilità.

Nel settore manifatturiero, gli investimenti sono spesso guidati dalla conformità normativa e dalla ricerca di efficienza, con una forte correlazione tra efficienza dei processi e sostenibilità, in particolare nella gestione dell’energia e nella riduzione degli sprechi. Tuttavia, l’utilizzo del digitale come strumento per indirizzare la sostenibilità è ancora limitato, sia nelle grandi imprese che, soprattutto, nelle PMI, dove si è solo all’inizio di un percorso di integrazione.

Vibram: innovazione digitale e sostenibilità come vantaggio competitivo

Le realtà che invece riescono a mettere a terra strategie che sfruttano il digitale per il raggiungimento di obiettivi di sostenibilità riescono a trasformare gli investimenti in vantaggi competitivi. Ne è un esempio Vibram, azienda italiana che produce suole per calzature.

In quanto azienda manifatturiera, Vibram integra la sostenibilità nel suo approccio all’innovazione, sia di prodotto che tecnologica. La chiave di volta è l’innovazione continua, guidata dalle esigenze del consumatore, con un focus sul redesign dei prodotti e sull’utilizzo di materiali innovativi.

Abbiamo sempre cercato di essere leader di innovazione, di portare prodotti nuovi. Noi generalmente innoviamo seguendo il bisogno del consumatore. A seconda dei settori e cerchiamo di ridisegnare il prodotto, cambiare i materiali, fare quello che serve per arrivare a soddisfare questi bisogni”, spiega Marco Guazzoni, Sustainable Director dell’azienda.

Marco Guazzoni, Sustainable Director di Vibram a Industry 4.0 360 Summit 2025

I maggiori successi in termini di sostenibilità sono stati ottenuti attraverso la modifica dei processi produttivi, con una significativa riduzione degli sprechi energetici e degli scarti industriali. L’adozione di tecnologie digitali, in linea con i principi di Industry 4.0, ha giocato un ruolo cruciale in questo percorso.

Vibram punta a rendere la sostenibilità un valore competitivo, capace di generare vantaggi concreti come l’aumento del fatturato e dei margini. In quest’ottica, l’azienda sta lavorando allo sviluppo di un digital product passport, uno strumento per fornire ai consumatori informazioni chiare e trasparenti sulla sostenibilità dei prodotti. L’obiettivo è creare un sistema di classificazione simile all’etichettatura energetica degli elettrodomestici, per facilitare scelte di acquisto consapevoli.

La durabilità dei prodotti è un aspetto centrale per Vibram e questo può rappresentare una sfida nella misurazione della sostenibilità basata unicamente sulla CO2. Tuttavia, siamo convinti che la consapevolezza del consumatore e l’acquisto responsabile, al di là del solo concetto di sostenibilità, saranno i fattori determinanti per guidare le strategie aziendali e gli investimenti futuri”, aggiunge.

Bolton Food: il digitale per una pesca sostenibile e responsabile

La sostenibilità è un tema cruciale per Bolton Food, multinazionale italiana a conduzione familiare che opera nella produzione e commercializzazione di varie specie ittiche, con oltre 15 marchi iconici (tra cui il conosciutissimo Tonno Rio Mare n.d.r.) e riconosciuti a livello mondiale.

Siamo tra i leader mondiali, gestendo circa l’11% del tonno pescato annualmente, e la nostra ambizione è di diventare l’azienda numero uno nel settore del tonno a livello globale”, spiega Luciano Pirovano, Chief Sustainable Development Officer di Bolton Food S.p.A.

Questa aspirazione nasce dalla forte responsabilità che sentiamo verso la sostenibilità. Operiamo in un contesto competitivo globale, dove i principali concorrenti sono aziende thailandesi, coreane e taiwanesi. Tuttavia, abbiamo sempre posto la sostenibilità al centro della nostra strategia aziendale, integrandola nel nostro modello di business con un approccio scientifico”, aggiunge.

Luciano Pirovano (a sinistra) Chief Sustainable Development Officer di Bolton Food S.p.A. a Industry 4.0 360 Summit 2025

L’azienda, infatti, è membro fondatore dell’International Seafood Sustainability Foundation, un’organizzazione che promuove pratiche di pesca sostenibili basate su solide evidenze scientifiche. Questo impegno si traduce nell’adozione di tecnologie all’avanguardia per monitorare e gestire le attività di pesca.

Ad esempio, l’azienda impiega ecoscandagli di ultima generazione, collegati a sistemi satellitari, per ottenere informazioni dettagliate sulla presenza e la distribuzione delle specie ittiche.

Questa tecnologia consente ai capitani delle imbarcazioni di effettuare scelte più informate, riducendo al minimo la cattura accidentale di specie non bersaglio. Inoltre, l’impiego di acoustic tag permette di tracciare i movimenti dei pesci, fornendo dati preziosi per la gestione sostenibile degli stock ittici”, spiega Pirovano.

Inoltre, Bolton Food sta sviluppando un sistema di monitoraggio elettronico con telecamere a bordo delle imbarcazioni. Questo sistema consente di controllare in tempo reale le dimensioni e la quantità del pescato, nonché le condizioni di lavoro del personale. L’obiettivo è garantire la trasparenza e la tracciabilità delle operazioni di pesca, promuovendo al contempo il rispetto dei diritti umani e delle normative sulla sicurezza.

L’intelligenza artificiale e i satelliti vengono impiegati anche per contrastare la pesca illegale (che riguarda il 20-30% del pesce pescato) analizzando la direzione e la velocità delle imbarcazioni.

La tecnologia sta quindi supportando Bolton Food nel percorso decisionale, fornendo gli strumenti necessari a ridurre i fattori di rischio.

Nel nostro gruppo le Twin Transition sono molto ben codificate. La sostenibilità è un grande impulso all’innovazione e dietro l’innovazione c’è la tecnologia. E dietro la tecnologia c’è quasi sempre il digitale. Per noi si tratta di un fattore competitivo e non di sola compliance. Abbiamo l’ambizione di guidare il mercato e influenzarlo, dando l’esempio”, aggiunge.

Innovazione digitale, sostenibilità, Twin Transition e competitività: casi d’uso nel manifatturiero

Nel settore manifatturiero, l’adozione di tecnologie digitali si sta rivelando un catalizzatore fondamentale per la sostenibilità, come dimostrano i casi d’uso monitorati dall’Osservatorio Digital & Sustainable.

“Un esempio emblematico è quello di un’azienda produttrice di componenti metallici di precisione, che ha implementato un sistema di acquisizione armonica di dati di processo basato su sensoristica, IoT e analisi di big data”, spiega Giorgia Dragoni, Direttrice dell’Osservatorio Digital & Sustainable del Politecnico di Milano.

Questo sistema consente il monitoraggio in tempo reale dei parametri di produzione, permettendo interventi tempestivi in caso di anomalie e riducendo drasticamente la produzione di componenti non conformi. L’azienda riesce così a rilavorare i componenti anziché scartarli, minimizzando gli sprechi.

Un altro caso significativo riguarda un’azienda che produce elementi in plastica e gomma per il settore farmaceutico, dove è stato introdotto un sistema di formazione basato sulla realtà virtuale. Gli operatori possono simulare l’ambiente produttivo, migliorando la formazione e riducendo il rischio di incidenti, con conseguenti benefici in termini di costi e interruzioni della produzione.

Nel settore farmaceutico, la realtà virtuale e aumentata è utilizzata anche per la manutenzione, fornendo agli operatori liste di controllo digitali e semplificando l’interazione con le macchine. Inoltre, l’impiego di digital twin consente operazioni di manutenzione da remoto, riducendo spostamenti ed emissioni di CO2.

Giorgia Dragoni, Diretore Osservatorio Digital & Sustainable del Politecnico di Milano a Industry 4.0 360 Summit

Nel settore dell’acciaio, Tenova ha implementato presso l’acciaieria Ori Martin il progetto Lighthouse Acciaio 4.0, che include diverse tecnologie, tra cui un sistema di computer vision per la verifica della qualità dei rottami in ingresso. Questo sistema permette di identificare componenti anomali e di monitorare la qualità dei rottami, migliorando la qualità del prodotto finito e riducendo le inefficienze.

Sono stati introdotti anche robot per la campionatura nei forni, sostituendo operazioni manuali pericolose e consentendo agli operatori di concentrarsi su attività a maggior valore aggiunto.

In generale, molti casi d’uso sono inizialmente guidati dall’efficienza operativa, con la sostenibilità che si affianca come naturale conseguenza. Tuttavia, in alcuni casi, la sostenibilità è l’obiettivo primario, dimostrando come le tecnologie digitali possano essere un potente strumento per promuovere pratiche produttive più sostenibili”, aggiunge.

La misurazione come pilastro della sostenibilità

Nella rendicontazione e nella comunicazione delle performance e degli obiettivi di sostenibilità aziendale, la misurazione è un aspetto tanto sfidante quanto cruciale. Misurare è infatti indispensabile sia per avere una completa consapevolezza del punto di partenza che per monitorare i progressi verso il raggiungimento degli obiettivi modificando, se necessario, strategie ed investimenti.

Vibram adotta un approccio scientifico e rigoroso alla misurazione della sostenibilità, ponendo l’LCA (Life Cycle Assessment) al centro delle proprie valutazioni per quantificare gli impatti ambientali di materiali, processi e prodotti.

L’analisi dell’LCA ha permesso all’azienda di identificare le aree critiche, orientando gli investimenti in modo efficace. Vibram ha esteso l’applicazione dell’LCA a tutta la sua gamma di prodotti, inclusi quelli realizzati da terzisti, arrivando a misurare l’impatto di circa 20.000 prodotti all’anno.

L’utilizzo dell’LCA consente anche di creare standard di mercato e condividere informazioni trasparenti con i clienti, influenzando positivamente la filiera. “La gestione di questi dati è complessa e il digitale ci sta aiutando, ma c’è ancora molto da esplorare“, afferma Guazzoni, sottolineando la necessità di strumenti digitali avanzati.

Vibram ha dimostrato il proprio impegno verso la circolarità con prodotti come la suola EcoStep, realizzata per il 30% con scarti di produzione. Tuttavia, l’azienda riconosce l’importanza della comunicazione e dell’educazione del consumatore.

Quando abbiamo introdotto l’EcoStep, nel 1994, i nostri clienti si aspettavano che l’utilizzo di materiali di scarto si traformasse in un saving corrispettivo sul prezzo”, spiega Guazzoni.

Siamo ancora nella fase iniziale dell’innovazione, dove il risparmio è fondamentale. Quando riusciamo a comunicare e dimostrare il valore della sostenibilità, questo spinge il consumatore all’acquisto. È un processo di educazione continua“, aggiunge.

La tracciabilità come strumento di fiducia e sostenibilità

Un processo che si basa sulla comunicazione chiara e trasparente ai consumatori dell’impatto dei prodotti e dei processi dell’azienda e che passa quindi necessariamente per la tracciabilità.

Bolton Food considera la tracciabilità un pilastro fondamentale non solo per garantire la sicurezza alimentare, ma anche per monitorare e comunicare le proprie politiche di sostenibilità, oltre che per promuovere la fiducia nei consumatori.

L’azienda, consapevole della complessità della filiera ittica, ha investito anni nello sviluppo di sistemi di tracciabilità all’avanguardia, collaborando con organizzazioni come il WWF e partecipando attivamente al Global Dialogue on Seafood Traceability.

Per noi è essenziale non perdere di vista il pescato nemmeno per un momento”, spiega Luciano Pirovano, sottolineando l’importanza di monitorare ogni fase del processo.

Bolton Food gestisce un’enorme quantità di dati relativi a fattori eterogenei – come specie, zona FAO, metodo di pesca, imbarcazioni, certificazioni, etc. – e ha sviluppato, in collaborazione con IBM, un sistema di tracciabilità certificato ISO 22005. Questo sistema permette di risalire a tutte le informazioni sul prodotto semplicemente digitando il lotto, garantendo la trasparenza e la tracciabilità dell’intera filiera.

La tracciabilità è vista anche come un’opportunità per educare e informare i consumatori.

Si osserva un cambiamento nella percezione del consumatore, con una crescente curiosità riguardo alle filiere produttive. Questa tendenza, particolarmente evidente tra i giovani, rappresenta un’opportunità significativa per educare e promuovere la sostenibilità. Per alcuni segmenti di consumatori, la sostenibilità è diventata un vero e proprio criterio di valutazione del marchio”, spiega Pirovano.

Bolton Food prevede di utilizzare strumenti digitali come QR code e app mobile per fornire informazioni dettagliate sulla provenienza e la sostenibilità dei propri prodotti, rispondendo alla crescente domanda di trasparenza da parte dei consumatori.

L’azienda riconosce che il processo di piena valorizzazione della sostenibilità da parte del consumatore è ancora in evoluzione, ma si impegna a fornire informazioni chiare e accessibili per promuovere un consumo consapevole.

Rendicontare la sostenibilità: il ruolo chiave delle tecnologie digitali

Il digitale supporta le aziende anche nell’affrontare un altro aspetto critico della sostenibilità: la rendicontazione. Un processo fondamentale per comunicare l’impegno e i progressi in questo ambito e, per molte aziende, un obbligo normativo.

Le tecnologie digitali offrono soluzioni innovative in tre aree chiave. Innanzitutto, la raccolta, la misurazione e il monitoraggio dei dati diventano processi fluidi e precisi. Le tecnologie digitali permettono di acquisire grandi quantità di dati, essenziali per una rendicontazione completa, in modo rapido e automatizzato, riducendo errori e ottimizzando i tempi.

In secondo luogo, il digitale supporta le aziende nella gestione del dato. Attraverso sistemi di cyber security all’avanguardia, si assicura l’integrità e l’inalterabilità delle informazioni, mentre strumenti di visualizzazione intuitivi ne facilitano la comprensione e la comunicazione con stakeholder e consumatori.

Infine, la collaborazione lungo la filiera si intensifica e si semplifica. Il digitale abilita la condivisione di dati e informazioni tra le diverse funzioni aziendali e i partner della supply chain, promuovendo una cultura della sostenibilità condivisa e migliorando le performance complessive.

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