Con la presentazione del pacchetto Omnibus Simplification nel febbraio 2025, la Commissione Europea ha chiaramente indicato l’intenzione di rendere il sistema di rendicontazione ESG più pratico e sostenibile soprattutto per le imprese non finanziarie. In un contesto di crescente complessità normativa e tensioni tra ambizioni climatiche e capacità pratiche, questo nuovo pacchetto punta a semplificare sia la Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) sia il Regolamento sulla Tassonomia UE, elementi chiave della strategia europea per la finanza sostenibile.
Rendicontazione e strategia: i principali passaggi
Il 3 aprile il Parlamento europeo ha approvato a larga maggioranza la proposta Omnibus “stop-the-clock” che prevede di rinviare l’applicazione delle nuove norme in materia di rendicontazione di sostenibilità (CSRD) e due diligence (CSDDD). Per la CSDDD (c.d. Supply Chain Act) i Paesi UE avranno un anno in più del previsto – fino al 26 luglio 2027 – per trasporre le norme nella legislazione nazionale. Per quanto riguarda la CSRD, le scadenze per la prima applicazione saranno estese di due anni per le aziende che non hanno ancora iniziato a rendicontare. Questo offre alle aziende il tempo di adeguarsi senza dover fare investimenti prematuri che potrebbero risultare inutili una volta stabilite le nuove soglie.
Al centro del pacchetto Omnibus c’è un’importante rivalutazione di cosa significhi materialità: chi deve rendicontare, quali informazioni devono essere incluse e in che misura. L’obiettivo è alleggerire gli oneri amministrativi senza compromettere la trasparenza. La Commissione ha suggerito di alzare le soglie dimensionali per le aziende soggette alla CSRD. Se approvato, solo le aziende con oltre 1.000 dipendenti e almeno 50 milioni di euro di fatturato netto sarebbero incluse nella direttiva, escludendo circa l’80% delle imprese inizialmente coperte.
L’impatto degli standard UE su rendicontazione e strategia
In aggiunta, gli Standard Europei di Rendicontazione di Sostenibilità (ESRS) saranno rinnovati per migliorare la coerenza e ridurre il numero di indicatori richiesti. L’intento è di assicurare che solo le informazioni veramente rilevanti – o “materiali” – siano riportate. Questa riforma mira non solo alla semplificazione, ma anche a ridare sostanza al concetto di doppia materialità, evitando una rendicontazione eccessivamente quantitativa che non giova molto agli stakeholder.
Per le aziende non finanziarie, la semplificazione riguarda anche la Tassonomia UE, il sistema di classificazione che definisce quali attività economiche possono essere considerate sostenibili. La proposta prevede che l’obbligo di rendicontare secondo la Tassonomia rimanga solo per le grandi aziende, lasciando alle altre la scelta di aderire volontariamente. In questo contesto, l’introduzione di una soglia di materialità finanziaria del 10% è cruciale: le aziende possono omettere dal reporting le attività che rappresentano meno del 10% del loro fatturato, investimenti (CapEx) o spese operative (OpEx).
Significativa è anche la disposizione per le aziende non finanziarie di omettere la rendicontazione dell’OpEx per attività che rappresentano meno del 25% del fatturato aziendale. Questo è particolarmente rilevante per le aziende con portafogli diversificati, spesso obbligate a tracciare voci minori e difficili da attribuire.
Proporzionalità e transizione graduale nel passaggio da rendicontazione a strategia
L’approccio è quindi orientato alla proporzionalità e a una transizione graduale. Il pacchetto introduce la possibilità di segnalare l’allineamento parziale di un’attività ai criteri della Tassonomia, superando l’attuale logica “tutto o niente”. “. Un riconoscimento esplicito del fatto che la sostenibilità è un percorso dinamico, non una situazione statica.
In questo contesto, strumenti come lo standard volontario VSME di EFRAG e il documento per il dialogo PMI-banche promosso dal MEF offrono un ulteriore livello di accessibilità per le piccole e medie imprese. Entrambi sono progettati per semplificare la comunicazione delle informazioni ESG essenziali senza richiedere un’analisi formale di doppia materialità. L’obiettivo è permettere alle PMI di iniziare il loro percorso di rendicontazione sostenibile senza dover affrontare subito la complessità delle direttive europee più avanzate. Tuttavia, per una PMI che desideri intraprendere un percorso di transizione sostenibile consapevole e accedere a strumenti finanziari legati all’ESG o alla finanza agevolata, la comprensione dei propri temi materiali – visti come rischi, impatti e opportunità rilevanti – resta essenziale. Anche se gli strumenti non lo richiedono, una valutazione progressiva della materialità permette alle PMI di fare scelte strategiche informate, dialogare con il sistema bancario con maggiore autorevolezza e costruire basi solide per integrare gradualmente indicatori più avanzati, come quelli richiesti da CSRD e Tassonomia.
In sintesi, il pacchetto Omnibus e strumenti semplificati come VSME o il framework MEF offrono un’opportunità concreta per avvicinare le PMI al reporting ESG. Ma la vera sfida della transizione sta nell’evolvere da una rendicontazione di base a una strategia sostenibile guidata dalla materialità. Per le PMI, ciò significa investire con intelligenza nelle proprie competenze, nel dialogo con gli stakeholder e i finanziatori, e nella definizione di un’identità sostenibile coerente con il proprio modello di business.
Fonti
Commissione Europea – Proposal for a Directive amending the CSRD and other legislative acts as part of the Omnibus I Package, pubblicata il 26 febbraio 2025.
( Accessibile qui )
Commissione Europea – Q&A on the Omnibus Proposal for Simplification and Competitiveness, comunicato stampa, febbraio 2025.
( Accessibile qui )
EFRAG (European Financial Reporting Advisory Group) – Draft Voluntary ESRS for SMEs (VSME) and accompanying guidance.
( Accessibile qui )
Platform on Sustainable Finance (PSF) – Response to the European Commission’s consultation on amendments to the Taxonomy Delegated Acts, marzo 2025.
( Accessibile qui )
Regolamento Delegato (UE) 2021/2139 – Atto delegato sulla Tassonomia UE per la mitigazione e l’adattamento climatico, e successive proposte di modifica.
( Accessibile qui )
EFRAG Voluntary Sustainability Reporting Standard for non-listed SMEs (VSME)
( Accessibile qui )
Il dialogo di sostenibilità tra PMI e banche
( Accessibile qui )