Proprio in questi giorni a COP27 si discute anche del ruolo della finanza in generale per favorire una trasformazione economica e sociale che permetta di contrastare il climate change, ci sono confronti in corso sul ruolo, sulla missione e sul modello stesso della finanza sostenibile. Per capire come sta cambiando il rapporto tra mondo finanziario e investimenti indirizzati ai temi ambientali abbiamo voluto incontrare Bruce Usher, autore di Investing in the Era of Climate Change (Columbia, 2022) e professor of professional practice and Faculty Director of the Tamer Center for Social Enterprise alla Columbia Business School. Husher è stato un imprenditore, ha lavorato in ambito finanziario a New York e Tokyo. Usher ed è anche autore di Renewable Energy: A Primer for the Twenty-First Century (Columbia, 2019).
In “Investing in the Era of Climate Change” scrive di un forte e rinnovato “slancio” per gli investimenti sostenibili. Crede che la finanza abbia davvero compreso il valore della sostenibilità?
Credo che i gestori degli investimenti abbiano iniziato a comprendere il valore della sostenibilità. La ragione di ciò è duplice: la crescente attenzione da parte delle aziende al valore della sostenibilità per i propri clienti e dipendenti e il numero crescente di proprietari di asset che vogliono allineare i loro valori con i loro investimenti. Detto ciò, la maggior parte dei gestori di investimenti e dei proprietari di asset sta iniziando solo ora a comprendere l’importanza della sostenibilità e, più specificamente, del cambiamento climatico per il valore dei loro investimenti negli anni a venire.

Crede che la finanza possa conquistare la fiducia delle persone?
Ho qualche dubbio in merito al fatto che la finanza conquisterà la fiducia della gente, ma non sono nemmeno sicuro che dovrebbe farlo. é piuttosto importante definire obiettivi e raggiungerli.
Viviamo tutti nell’era del cambiamento climatico, ma troppe persone non ne sono consapevoli. Dobbiamo proprio arrivare a vedere tutti i rischi associati alle conseguenze del cambiamento climatico per raggiungere questa consapevolezza?
Non necessariamente. Naturalmente, più persone sono consapevoli del rischio climatico, più è probabile che venga intrapresa un’azione. Ma molte persone che sono consapevoli dei rischi climatici non sono in grado di fare molto al riguardo perché hanno altre priorità più importanti (sono veramente tanti i temi che determinano delle priorità indiscutibili: pensiamo all’insicurezza alimentare o abitativa, alla violenza, alla disoccupazione, ecc. l’elenco delle preoccupazioni è veramente lungo ed è composto da temi indiscutibili). Va poi aggiunto che molte persone inconsapevoli del rischio climatico sono in ogni caso disposte ad affrontare azioni che permettono comunque di agire, pensiamo ad esempio alla disponibilità ad utilizzare energia rinnovabile o ad acquistare e guidare veicoli elettrici.
Che prospettive abbiamo dunque?
Una risposta importantissima arriva dalla consapevolezza e dal ruolo delle imprese. Credo che la chiave per evitare cambiamenti climatici catastrofici sia che le imprese forniscano ai consumatori prodotti che sostituiscano i prodotti inquinanti che stanno attualmente utilizzando.

Veniamo alle azioni. Quali tra le attuali soluzioni per il cambiamento climatico possono davvero fare la differenza verso il raggiungimento dei nostri obiettivi climatici nel 2030? In particolare, come giudica il fenomeno della rimozione del carbonio?
Le soluzioni più importanti oggi sono le rinnovabili e i veicoli elettrici, insieme allo stoccaggio dell’energia. La rimozione del carbonio, purtroppo, sarà probabilmente necessaria ad un certo punto, poiché raggiungere lo zero con tecnologie a basse emissioni diventa sempre più difficile man mano che ci avviciniamo allo zero. Ma le sfide sono significative e sono scettico sulle soluzioni basate sulla natura poiché spesso si scontrano con limiti importanti in termini di scalabilità.
In Europa c’è molto lavoro da fare sul bilancio integrato. Quanto è importante il reporting finanziario per lo sviluppo di investimenti responsabili?
Una migliore rendicontazione è importante se gli investitori devono prendere decisioni informate in merito ai cambiamenti climatici. Detto questo, la comunicazione delle emissioni e delle iniziative di riduzione delle emissioni è estremamente complessa, in particolare per quanto riguarda le emissioni Scope 3, quindi penso che le autorità di regolamentazione portino a muoversi con cautela ma determinazione nel fissare i regolamenti.
Quali sono le principali differenze, secondo lei, tra lo sforzo e le strategie di sostenibilità in USA, Europa e Asia (Cina, India)?
Questa è una domanda molto complessa alla quale volgio rispondere guardando alle spinte positive che possono determinare un cambiamento in termini di capacità di con trasto ai cambiamenti climatici.
- Gli Stati Uniti sono i migliori nell’innovazione delle soluzioni climatiche, ad esempio le energie rinnovabili, i veicoli elettrici, l’idrogeno verde
- L’Europa spicca nelle norme sociali e nel sostegno normativo, ad esempio minori impronte di carbonio, sostegno alle energie rinnovabili
- La Cina si distingue nello scalare le soluzioni climatiche ad es. energie rinnovabili su larga scala, produzione di veicoli elettrici
- L’India è la migliore nelle soluzioni a basso costo, ad esempio due / tre ruote elettriche