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Climate City Contract: Parma ottiene il placet della Commissione Europea



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Parma diventa la prima città italiana a ottenere l’approvazione ufficiale del suo Contratto Climatico di Città da parte della Commissione Europea, ponendosi come modello per altre città e attirando investimenti privati. L’obiettivo è raggiungere la neutralità climatica entro il 2030 attraverso una serie di azioni chiave.

Pubblicato il 21 mar 2024



Climate Label – Bruxelles

Il Climate City Contract – CCC di Parma ha ricevuto l’approvazione ufficiale da parte della Commissione Europea. La città emiliana è prima in Italia, insieme a Firenze a conquistare questo risultato.

Il Contratto Climatico di Città permette di fare di Parma un esempio per le altre città europee e svolge un ruolo speciale in termini di attrattività degli investimenti privati. Le proposte presentate sono state valutate dagli esperti esterni della Commissione anche sulla base di criteri che rappresentano un incentivo per la finanza privata a investire in città.

Il sindaco Michele Guerra ha ricevuto la Climate Label, ovvero l’attestato formale simbolo dell’approvazione del contratto, nel corso di un evento dove ha avuto l’opportunità di illustrare l’impegno di Parma di fronte alle altre città europee coinvolte, condividendo il palco con il Sindaco della città ungherese di Pécs.

Un percorso e un progetto basato sulla collaborazione pubblico – privato

Il percorso per raggiungere questo risultato ha visto il Comune di Parma coordinare una rete di partner impegnati al raggiungimento degli obiettivi. Michele Guerra in una nota stampa del Comune ha osservato: “Dopo quasi due anni di confronto, progettazione, integrazione tra pubblico e privato, abbiamo raggiunto un obiettivo straordinario quanto difficile: la neutralità nelle emissioni di CO2 al 2030“. Il tutto nell’ambito del piano Parma Climate Neutral 2030: rinnovabili con CER e Contratto Climatico di Città.

Il contratto prevede un piano d’azione che include 130 azioni suddivise in 5 settori chiave, oltre a 10 azioni legate alla governance e alla sensibilizzazione dei cittadini. Il documento identifica anche gli investimenti necessari per permettere a Parma di raggiungere la neutralità climatica entro il 2030, obiettivo che può essere realizzato solo attraverso una solida collaborazione tra investimenti pubblici e privati. Per questo motivo, 46 aziende ed enti attivi sul territorio hanno già sottoscritto il patto, ma l’obiettivo è quello di aumentare significativamente questo numero nei prossimi mesi.

Le strategie delineate nel piano d’azione includono l’elettrificazione del territorio, la pianificazione verde, la mobilità sostenibile, la circolarità delle risorse, la politica alimentare, la riforestazione urbana, l’istruzione e la formazione. L’obiettivo è quello di una riduzione totale dell’85% delle emissioni entro il 2030 e di una ulteriore riduzione del 15% da attuare attraverso misure compensative oppure nuovi interventi che possano aumentare i già ambiziosi obiettivi di sostenibilità presenti nel piano I cinque settori nei quali le azioni ricadono sono: Edilizia; Trasporti; Gestione Rifiuti; Produzione Industriale; Agricoltura, Verde Pubblico e uso del suolo

Gianluca Borghi, Assessore alla Sostenibilità Ambientale, Energetica ed alla Mobilità ha a sua volta sottolineato che “Da adesso, e per i prossimi 6 anni, saremo ancora più determinati nel favorire la produzione di energia rinnovabile, risparmiare energia, efficientare edifici e diffondere edilizia sostenibile e innovare i cicli produttivi. Non perché ce lo chiede l’Europa, ma perché lo vogliamo, assieme all’Europa, assumendoci la responsabilità di scegliere, per contrastare il climate change e per avere un futuro migliore, per tutti”.

Una serie di azioni per coinvolgere gli stakeholder

Tra i fattori che hanno contribuito all’approvazione del Contratto Climatico di Città, la Commissione Europea ha sottolineato le azioni messe in campa da Parma nel promuovere una strategia capace di coinvolgere un vasto numero di stakeholder, per favorire il benessere economico, la crescita dell’occupazione e lo sviluppo sociale nella comunità.

Un altro punto di forza evidenziato dalla Commissione è che il piano d’azione si basa su un mandato territoriale, supportato da una pianificazione finanziaria degli investimenti necessari per raggiungere la neutralità climatica entro il 2030.

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