Corporate Biodiversity

La scelta di Schneider di invertire la perdita di biodiversità

Entro il 2030, “net zero” in termini di perdita di biodiversità nel proprio perimetro operativo. Presso le sedi locali programmi di conservazione e ricostituzione della biodiversità, protetta di concerto anche con i fornitori e resa pubblica tramite il Global Biodiversity Tool

Pubblicato il 21 Mag 2021

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La perdita di biodiversità e il degrado ambientale avanzano ad un ritmo allarmante, così come il cambiamento climatico che oltre a mettere a rischio gli ecosistemi locali e l’esistenza di singole specie possono in ultima analisi creare problemi per la sicurezza alimentare e presentare altre sfide alle società, economie e imprese di tutto il mondo. Per arrestarli, occorre un’azione concertata e collettiva e le aziende devono prendersi la responsabilità di farne parte.

Schneider Electric, riconosciuta da Corporate Knights come l’azienda più sostenibile del mondo, è impegnata da lungo tempo nella protezione ambientale e nella lotta al cambiamento climatico e l’anno scorso ha annunciato di volersi attivare anche per combattere la perdita di biodiversità. Oggi rende note una serie di azioni che mirano a proteggere e ricostituire la biodiversità dando concretezza al suo impegno nel quadro di Act4nature International, un’alleanza di aziende internazionali, organizzazioni non governative, istituzioni accademiche e pubbliche nata per accelerare l’impegno del settore privato a supporto della conservazione della natura.

“Dobbiamo urgentemente prendere atto dell’impatto che abbiamo sulla natura e sulla biodiversità, ma bisognerà fare molto più di questo per preservare e ricostituire gli ecosistemi” spiega Olivier Blum, Chief Strategy and Sustainability Officer di Schneider Electric “Quantificare l’uso delle risorse e stabilire obiettivi ambiziosi è importante: il successo arriverà solo con azioni concrete e immediate e scelte senza compromessi rispetto a quanto è necessario fare oggi o ai bisogni delle generazioni future”.

Schneider e il proposito di proteggere la  biodiversità

Uno dei primi obiettivi che Schneider si è fissata riguarda la volontà di portare l’operatività a “net zero” in termini di perdita di biodiversità entro il 2030 e allineare gli obiettivi di biodiversità con le indicazioni scientifiche. Inoltre, la società intende sviluppare soluzioni e tecnologie che contribuiscano a preservare la biodiversità ottimizzando l’uso delle risorse in tutto il loro ciclo di vita.

L’azienda si impegna anche a collaborare con i suoi fornitori per eliminare l’uso di plastiche monouso nel packaging, usare cartone riciclato e aiutarli a ridurre drasticamente le loro emissioni di CO2, ma anche con organizzazioni non governative e fondi di investimento, dipendenti e partner in iniziative locali come, ad esempio, assicurarsi che in tutti i siti dell’azienda siano attivati programmi di conservazione e ricostituzione della biodiversità e che i siti che si trovano in aree dove le risorse idriche sono sotto stress adottino piani di conservazione dell’acqua.

In ultima analisi, per Schneider è molto importante quantificare e rendere pubblico regolarmente il suo impatto sulla biodiversità. Nell’ottobre scorso, ha reso noto la sua impronta di biodiversità globale con lo strumento “Global Biodiversity Tool”, prendendo in considerazione tutta la sua catena del valore.

Gli impegni presi sono stati riconosciuti come SMART (Specific, Measurable, Attainable, Relevant and Time-bound) secondo la definizione prevista dal comitato guida di Act4Nature.

Immagine fornita da Shutterstock

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