Platformization: il nuovo paradigma del settore Energy

In questa trasformazione del sistema elettrico e dei soggetti attivi sulla rete si rafforza l’esigenza di risorse che offrano la flessibilità nei consumi e nella produzione per evitare congestioni di rete e garantire il corretto bilanciamento della rete elettrica. Sempre maggiore la necessità di smart grid

Pubblicato il 10 Dic 2020

Erminio Polito

responsabile Energy & Utilities di Minsait in Italia

Young engineer at modern office space, sitting at the table and working on computer. Focus on the wind turbine models on the table. Brick wall in background.

Negli ultimi anni stiamo assistendo alla nascita e diffusione di nuovi modelli di business basati sulla implementazione di piattaforme che creano comunità, mercati e valore consentendo interazioni e scambi tra gruppi interdipendenti. Le aziende di piattaforme stanno conquistando ogni settore e fanno già parte della nostra vita quotidiana basti pensare ad esempio a Google, Amazon, Facebook, Airbnb, Uber. Queste società non sempre posseggono gli asset o i mezzi di produzione ma facilitano le connessioni: il loro obiettivo principale non è creare tecnologia ma valore attraverso la rete. La “platformization” rappresenta un nuovo paradigma anche per il settore Energy abilitando transazioni all’interno dell’ecosistema grazie alle tecnologie digitali e creando valore aggiunto attraverso la scalabilità della rete di utenti della piattaforma.

Platformization, due fenomeni paralleli

Nel settore energy, questa rivoluzione delle piattaforme viene trainata da due fenomeni paralleli: un nuovo modello distribuito di generazione di energia elettrica e l’empowerment del consumatore, che diventa “prosumer”. Negli ultimi anni, infatti, la generazione di energia elettrica è diventata sempre più distribuita sui territori grazie alla presenza di molti impianti a fonti rinnovabili. Questi micro-generatori si caratterizzano da una produzione variabile, a volte difficilmente programmabile, in quanto dipendenti dalle condizioni metereologiche di vento e sole. Questo comporta frequenti sbalzi di tensione: picchi di generazione che aggiungono complessità alla gestione della rete elettrica e ai servizi di bilanciamento necessari per fare fronte alla domanda.

Inoltre, oggi il cliente finale non è più un mero consumatore di energia ma diventa anche un produttore e attore attivo sulla rete, un “prosumer” che consuma l’energia di cui ha bisogno e vende quella in eccesso. Un utente che grazie alle nuove tecnologie può e vuole svolgere un ruolo attivo e cogliere le opportunità economiche di questo nuovo contesto.

In questa trasformazione del sistema elettrico e dei soggetti attivi sulla rete, si rafforza l’esigenza di risorse che offrano la flessibilità nei consumi e nella produzione per evitare congestioni di rete e garantire il corretto bilanciamento della rete elettrica. Quindi è sempre maggiore la necessità di smart grid, reti intelligenti dotate di tecnologie all’avanguardia che consentano una gestione in real time della rete, distribuendo i flussi energetici sia all’interno delle unità di consumo che sulla rete nazionale, garantendo la stabilità del sistema.

L’impatto delle nuove tecnologie sul settore energetico italiano

Nell’attuale scenario, sempre più caratterizzato dall’incertezza, si possono trarre almeno quattro certezze dall’impatto delle nuove tecnologie digitali sul settore energetico italiano.

  1. Innanzitutto le Utilities del nostro Paese sono state in grado di rispondere prontamente alla situazione grazie al processo di trasformazione digitale avviato già da alcuni anni e agli investimenti intrapresi. Attraverso la digitalizzazione dei propri processi, delle operation e con il miglioramento dei canali digitali per l’interazione con i clienti, il settore è riuscito a mitigare in parte gli effetti economici negativi causati dalla crisi sanitaria, economica e sociale. La digitalizzazione è diventata una leva strategica per garantire la continuità del servizio di infrastrutture critiche per il Paese.
  2. Questa situazione di straordinaria emergenza ha puntato i riflettori sulla necessità di una rete energetica solida, stabile e di fondamentale importanza per garantire l’approvvigionamento energetico di strutture sanitarie, delle industrie che producono attrezzature mediche e altre attività essenziali, oltre che per i milioni di cittadini confinati in casa.
  3. La transizione energetica, il decentramento e la “democratizzazione” del settore richiedono differenti e sempre più diversificati ecosistemi. L’IoT sta diventando sempre di più una tecnologia abilitante per il monitoraggio e la gestione di un complesso ecosistema energetico che copre più domini tecnologici. Sfruttando l’IoT in combinazione con il digitale e soluzioni come l’intelligenza artificiale, le utilities possono concentrarsi sull’ottimizzazione dei processi aziendali esistenti.
  4. Nei tempi della modernità liquida e dell’estrema volatilità, non possiamo pensare alle nostre aziende come entità ancorate a strutture e metodologie “solide” e immutabili. Le nostre organizzazioni devono assumere come parola d’ordine l’agilità, declinata nelle dimensioni dei rapporti con i clienti, delle operations, delle strutture organizzative e dei modelli di business. Su quest’ultimo punto si stanno concentrando le Utilities più innovative sperimentando modelli che creano valore facilitando scambio di informazioni e transazioni tra gruppi differenti come ad esempio consumatori e produttori.

In quest’ottica, la customer agility diventa la leva fondamentale per attrarre nuovi clienti, incrementare la soddisfazione degli stessi, ridurre il tasso di abbandono e consolidare il loro rapporto con il brand. A questa agilità nei rapporti con i clienti bisogna affiancare nuovi modelli organizzativi flessibili, intesi come ecosistemi viventi e quindi mutevoli, in grado di essere ripensati e riadattati in cicli di tempo sempre più brevi. La agilità delle operations implica, invece, la capacità di rendere i processi maggiormente reattivi ed efficaci facendo leva su prodotti, servizi, clienti, workforce, assets e partners, tutti connessi digitalmente.

Tutte queste dimensioni dell’”agilità” sono fondamentali. Tuttavia, la grande rivoluzione è arrivata con i nuovi modelli di business agili, la cosiddetta Business Agility, che sta scuotendo il settore e che ha come fattore comune la “platformization”, che stanno abbracciando con successo alcuni dei nostri campioni nazionali.

platformization

PlatONE: un esempio di energy community

Molte utilities italiane stanno attivando progetti di ricerca con questo obiettivo. Un esempio è il progetto italiano PlatOne, finanziato dall’UE e promosso da una delle principali utilities del Paese.

PlatOne è una soluzione multipiattaforma basata su tecnologia blockchain che consentirà a tutti gli attori (operatori di rete, distributori dell’energia, aggregatori e utenti attivi) di operare in modo coordinato ed efficiente, aprendo il mercato della flessibilità agli utenti attivi. Questi “prosumer” partecipano adeguando i propri consumi e la propria produzione alle richieste dei gestori della rete elettrica e ricevendo in cambio una remunerazione proporzionale alla flessibilità dimostrata.

La prospettiva finale è rappresentata quindi da moltissimi partecipanti attivi al sistema elettrico che forniranno risposte in tempi rapidissimi alle criticità e congestioni che emergeranno sulla rete elettrica e alle esigenze di gestione del picco. Nasce così un mercato peer to peer nel quale l’energia potrà essere prodotta, venduta, utilizzata o acquistata a livello locale, realizzando il concetto di comunità energetiche.

Lo sviluppo di questa soluzione è stata possibile grazie ad un modello di innovazione aperto, collaborativo e volto a creare una rete più efficiente e utile agli attori coinvolti nell’ecosistema. Il modello di Open Innovation è ormai ineludibile per far fronte ai rapidi cambiamenti, in quanto nessuna impresa può avere oggi al suo interno tutte le conoscenze necessarie per affrontare la sfida innovativa che il nuovo contesto richiede.

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