Brother Point of View

Brother Italia spinge la filiera alla sostenibilità ambientale

Il Gruppo attivo nel settore stampanti ha avviato due progetti che favoriscono il riciclo dei toner esausti e il corretto smaltimento dei dispositivi a fine vita, in una logica di economia circolare

Pubblicato il 20 Lug 2022

Brother stampanti

La stampa di fogli e documenti viene spesso etichettata come un’attività di per sé dannosa da un punto di vista ambientale. Molte campagne di comunicazione che corrono sul filo del green washing non fanno che esaltare la diminuzione dei consumi di carta negli uffici, tralasciando invece tutti gli altri aspetti ambientalmente rilevanti. Eppure, anche il settore stampanti può essere in grado di adottare delle politiche e delle strategie volte alla minimizzazione dell’impatto ambientale e dell’economia circolare. Nella consapevolezza che in tutte le aziende, anche se in maniera più consapevole rispetto al passato, ci sarà prima o poi bisogno di stampare dei documenti. Una politica di particolare attenzione alla sostenibilità ambientale arriva dalla multinazionale giapponese Brother, una realtà che conta circa 40.000 dipendenti e un fatturato intorno ai 7 miliardi di dollari e che è attiva in Italia dal 1990, con circa 70 dipendenti, un fatturato nell’ordine di 83 milioni di euro e una market share di circa il 23% sul mercato nazionale.
A livello globale il Gruppo Brother si è impegnato a raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) delle Nazioni Unite, con un approccio decisamente orientato alla circolarità e al recupero delle materie prime.

L’attenzione di Brother per la sostenibilità

Come racconta Roberto Romagnolo, ESG & Sustainability Director di Brother Italia. “Già nel motto di Brother, At your side, si può vedere la genesi all’attenzione alla sostenibilità di Brother. Dal 1999 siamo dotati anche di un Global Charter, in cui sono racchiusi i principi dettati dall’azienda e che tutti i dipendenti sono tenuti a seguire. In questo documento possiamo ritrovare le dimensioni della sostenibilità sociale, ambientale ed economica. Insomma, la nostra idea di sostenibilità dunque parte da lontano. Più di recente, a partire dal 2008, ci siamo dotati delle certificazioni ambientali: alla ISO 14001:2015 abbiamo abbinato anche la registrazione Emas, che rappresenta un passo in più. Quando si ottiene questa certificazione, infatti, bisogna produrre una dichiarazione ambientale, ovvero un documento che deve essere reso pubblico a stakeholder e clienti, che indica la capacità di perseguire un miglioramento continuo delle proprie prestazioni ambientali”. L’attenzione alla sostenibilità da parte di Brother deve fare i conti con un tessuto economico nazionale fatto soprattutto di PMI, che hanno magari raggiunto una maggiore considerazione degli aspetti ambientali rispetto al passato ma che ancora faticano a impegnarsi attivamente su questi fronti.

Il ritiro gratuito dei Toner

Anche per degli ostacoli normativi non di poco conto: “C’è purtroppo un grosso problema a livello legislativo: una delle condizioni che permetterebbe di ritirare un numero maggiore di toner esausti sarebbe quella di raccoglierli direttamente via posta. Una modalità che è regolarmente attuata con successo in altri Paesi europei, ma che in Italia non può essere utilizzata a causa delle disposizioni contenute nel Decreto legislativo sui rifiuti”. Per ovviare a questa difficoltà Brother Italia ha messo a punto uno specifico programma per il ritiro gratuito dei toner originali non ricondizionati: “Il sistema è aperto a un’utenza professionale, dal momento che per i privati il toner è assimilabile a un rifiuto urbano. Al contrario, nel caso degli utilizzatori professionali il toner è considerato come rifiuto speciale e deve essere smaltito con degli operatori autorizzati. Per ottenere il servizio è sufficiente andare sul nostro sito, registrarsi e chiedere il ritiro. Successivamente il toner sarà poi riportato nelle nostre fabbriche per generare delle nuove cartucce ricondizionate grazie a dei processi certificati da un punto di vista ambientale oltre che di qualità. Attualmente contiamo su 1200 clienti registrati, un dato positivo ma non ancora sufficiente. Per questo motivo la nostra divisione sales sta mettendo in atto delle azioni push sul nostro canale: in altre parole chiediamo ai rivenditori di promuovere il servizio, dandogli dei veri e propri target. Vogliamo quindi aumentare drasticamente il numero dei clienti che utilizza il servizio”.

Il recupero dei RAEE

Sul lato stampanti, invece, a partire dallo scorso primo luglio è partito il progetto Exceed per il recupero dei RAEE, che vede Brother coinvolta insieme ad altri vendor nel consorzio Erion. “La percentuale di ritorno delle macchine a fine vita è molto più bassa delle quote che ci sta chiedendo l’Europa. L’Ue ha posto degli obiettivi di raccolta del 65% dell’immesso sul mercato; attualmente, nel settore dei RAEE professionali, siamo al 10%, quindi molto lontani dall’obiettivo. Si è perciò deciso di fare delle operazioni push, cercando di spingere questa raccolta direttamente tra gli operatori di settore, ovvero il nostro canale di dealer, distributori e utenti finali di grandi dimensioni, dove esiste un problema oggettivo del ritiro dei prodotti. Nei magazzini dei nostri partner e clienti c’è infatti sicuramente molto materiale dismesso che giace inutilmente e che invece sarebbe bene recuperare, in una piena logica di economia circolare. Si tratta, tra l’altro, di un progetto che Brother, con gli altri consorziati, finanzia direttamente: per ogni macchina immessa sul mercato, destiniamo una quota al consorzio Erion, consentendo così di finanziare il sistema di raccolta attraverso operatori autorizzati che andranno a ritirare i prodotti a fine vita. Insomma, attraverso questi due progetti stiamo dimostrando una grande attenzione alla sostenibilità cercando di aumentare al contempo anche la sensibilità dei nostri clienti”. Oltre a questi specifici progetti relativi al nostro Paese, Brother è poi coinvolta in molteplici altre iniziative volte a diminuire l’impatto ambientale. Ad esempio, in ambito imballaggi, sono attivi alcuni progetti pilota che puntano alla riduzione dell’impiego di polistirolo, per sostituirlo con materiali meno inquinanti. In diversi Paesi europei sono poi attivi investimenti diretti nelle rinnovabili; più in generale Brother ha assunto l’impegno di ridurre le proprie emissioni globali del 65% entro il 2030.

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Gianluigi Torchiani

EU Stories - La coesione innova l'Italia

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