Logistica e trasporto, ecco gli impatti del coronavirus sul settore

Il comparto è stato riconosciuto come un servizio essenziale, e adatta la propria attività all’emergenza, dallo smart working alla protezione del personale. Mentre gli ordini della food industry aumentano e cambiano le abitudini dei consumatori. L’esperienza sul campo di Raben Sittam

Pubblicato il 08 Apr 2020

Raben-Sittam-scaled

Anche il settore della logistica e dei trasporti si adatta al periodo d’emergenza dovuto alla pandemia in corso. E se da una parte gli ordini aumentano, ad esempio nel campo della food industry, dall’altra il comparto si deve adeguare alle nuove norme per non diffondere il contagio da Covid 19 e tenere la sicuro i propri dipendenti. Questo anche n conseguenza del fatto che il decreto del presidente deo consiglio dei ministri del 22 marzo ha inserito il comparto nella lista dei servizi essenziali, stabilendo che “tutte le attività di trasporto, commercializzazione e consegna di farmaci, tecnologia sanitaria, dispositivi medico-chirurgici e prodotti agricoli e alimentari rimangono attive e non soggette a fermo”.

Tra le aziende che si sono adeguate alle disposizioni del governo c’è Raben Sittam, multinazionale del trasporto groupage, parte di Raben Group, con la propria sede principale a Cornaredo, in Lombardia.

“Abbiamo da subito adottato misure extra per proteggere il nostro personale interno e i nostri autisti – spiega Emily Calcaterra, human resources manager di Raben Sittam – In questo periodo almeno il 50% di ogni team lavora da casa con una turnistica a rotazione, di fatto un terzo dei nostri dipendenti sta lavorando in smart working. Coloro che non dispongono abitualmente di un laptop hanno potuto portare a casa i computer desktop con Vpn installata. Abbiamo implementato un maggior numero di linee per le riunioni in videoconferenza in maniera tale da ridurre al minimo necessario le riunioni interne”.

Raben Sittam ha inoltre adottato misure di protezione e nuove procedure come, ad esempio, spiega un comunicato dell’azienda, l’obbligo della pausa di 30 minuti fra un turno e l’altro in magazzino, al fine di evitare l’assembramento per chi non può assentarsi dal lavoro. Il personale di magazzino addetto al carico e scarico dei mezzi e gli impiegati operativi che scambiano documenti di trasporto con i vari autisti, stanno utilizzando costantemente guanti protettivi. L’azienda monterà inoltre pannelli di protezione in vetro/plastica nei primi punti di contatto, come cancelli, aree di accoglienza o altri luoghi primari in cui avviene la trasmissione e la ricezione di documenti verso e dagli autisti.

“Sappiamo quanto sia difficile, in questi giorni, assicurare lo svolgimento regolare delle attività in azienda – sottolinea Wojciech Brzuska, ceo di Raben Sittam – L’operatività nel nostro settore è garantita dal lavoro giornaliero di autisti, magazzinieri, spedizionieri e altre figure chiave per le quali non è possibile lavorare da remoto. Abbiamo adottato tutte le misure preventive previste dalle istituzioni e dall’Oms al fine di far sentire al sicuro tutti i nostri dipendenti che, ogni giorno, lavorano in questa situazione di difficoltà”.

Ma quali sono state le conseguenze dell’emergenza su scala europea e internazionale per l’azienda? “Nelle ultime settimane abbiamo notato un aumento significativo nel numero di ordini nell’industria alimentare – spiega Katia Casalinuovo, customer service manager di Raben Sittam – che riguardano i produttori di pasta, riso e prodotti chimici per la casa. In altri settori registriamo invece dei cali nei volumi come, ad esempio, in quello automobilistico”. “Febbraio e marzo – aggiunge Alessandro Tassano – Sea & Air Manager di Raben Sittam – sono stati, di fatto, mesi piuttosto complicati per il trasporto aereo. Lo scambio di merci con la Cina, ad esempio, era limitato semplicemente alle spedizioni necessarie e agli aiuti umanitari dall’Europa”.

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