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Innovazione di filiera e sostenibilità: il digitale al servizio dell’agroalimentare

Dalle imprese agricole innovative impegnate in progetti di digital farming per la gestione degli input e per i processi decisionali alle food company orientate all’integrazione di filiera e al raggiungimento di target di sustainability: il prossimo 11 ottobre all’Agri Data Green Summit sarà possibile vedere come il digitale stia garantendo nuove forme di competitività al mondo agrifood nel rispetto del pianeta

Aggiornato il 07 Ott 2022

L'Innovation Center Giulio Natta

La regola del “gioco di squadra” che si sente ripetere sempre più spesso quando si affrontano i temi della sostenibilità assume un valore speciale per il mondo agroalimentare. Si può dire anzi che vale doppio, in particolare se la si mette in diretta relazione con i temi dell’innovazione digitale.

Sostenibilità, competitività, responsabilità nell’utilizzo delle risorse ambientali e verso lo sviluppo dei territori sono valori che, grazie al digitale, non sono più in capo a singole aziende, ma diventano un obiettivo di filiera. Ed è proprio sui temi dell’innovazione di filiera per raggiungere concretamente nuove forme di competitività nel rispetto degli obiettivi di sostenibilità che si concentra l’attenzione di Agri Data Green Summit, l’evento organizzato da xFarm con la partecipazione di esperti, rappresentanti del mondo delle imprese agricole, delle food company e il ruolo centrale dell’innovazione tecnologica e digitale, come vero fattore abilitante di questa trasformazione.

L’evento si terrà il prossimo 11 ottobre in un luogo che ha un valore speciale: l’Innovation center Giulio Natta (QUI per maggiori informazioni e per iscriversi) ovvero un centro nel quale si sperimenta e si sviluppa un nuovo rapporto tra attività produttive e risorse ambientali e territoriali.

Agri Data Green Summit è la rappresentazione in termini di aziende, di progetti e di protagonisti di questo grande “gioco di squadra” tra tutti gli attori dell’agroalimentare e di come, grazie alla tecnologia e al digitale, si creino le condizioni per una innovazione di filiera sempre più integrata e sempre più basata sulla conoscenza. E il tema della conoscenza oggi più che mai fa leva sulla disponibilità di dati, su soluzioni di data analytics e di Intelligenza Artificiale e su competenze che siano in grado di aumentare la velocità e la precisione nei processi decisionali di tutti gli attori dell’agroalimentare, dal campo sino allo scaffale.

Il ruolo della scienza e della tecnologia

Deborah Piovan, divulgatrice, presidente di Nogalba aiuterà a capire come i temi dell’innovazione scientifica e tecnologica siano oggi al servizio dell’agrifood, con particolare attenzione al rapporto con l’ambiente, all’agricoltura e in definitiva al futuro del nostro pianeta. Ed in quest’ottica aiuterà a qualificare con precisione gli ambiti dell’innovazione: da quella scientifica a quella tecnologica, portando l’attenzione sui fattori chiave che uniscono scienza e agricoltura.

Un altro tema fondamentale riguarda poi la gestione delle risorse e in particolare la responsabilità e le opportunità per le colture cerealicole, un ambito nel quale si mette il tema dell’innovazione, scientifica e tecnologica in strettissima relazione con la crescita di importanza della sostenibilità e agli sviluppi di filiera. In questo ambito, l’Agri Data Green Summit conta sui contributi di Uberto Resta Pallavicino, imprenditore agricolo, fondatore rete imprese agricole BluMartesana, di Michele Zerbini, Soft Wheat & Flours Italy & Galliate Mill Purchasing Senior Manager, Barilla e di Giacomo Fanin, Cereal Dock, che si confronteranno sul rapporto tra agricoltura, cibo, alimentazione e nuove forme di gestione delle risorse abilitate dall’innovazione digitale.

L’incontro sarà l’occasione per affrontare le tante contraddizioni che devono essere risolte: dall’impegno verso l’ambiente che deve mediare con la necessità di aumentare la produzione e con i costi in crescita degli input. Peraltro, dopo aver vissuto situazioni in cui alcuni input sembravano essere disponibili in abbondanza, adesso ci si deve confrontare con uno scenario in trasformazione. In questo ambito è sempre più necessario parlare di responsabilità sociale e di forme di innovazione di filiera dove la differenza arriva dai tool di supporto alle decisioni – DSS Decision support system – che permettono di raggiungere obiettivi di qualità e di sostenibilità.

Digital farming e sostenibilità di filiera

Chiara Corbo, direttrice dell’Osservatorio Smart Agrifood, Politecnico di Milano, Università degli studi di Brescia porta all’evento una lettura degli scenari e delle prospettive per l’agricoltura 4.0 e aiuterà a comprendere a che punto siamo in termini di innovazione digitale, quali sono le prospettive e le difficoltà e in quale misura il digitale può portare benefici anche in termini di miglioramento delle performance di sostenibilità.

Il percorso dell’Agri data Green Summit ci porta poi verso settori e filiere che hanno caratteristiche particolari e una di queste è certamente rappresentata dall’ortofrutta, alla quale viene dedicata una speciale focalizzazione sulla transizione digitale di filiera. Questo comparto è da tempo al centro dell’attenzione, in termini di gestione, ad esempio, della distanza tra produzione, lavorazione, distribuzione e consumo e di un impatto che sul piano della logistica richiede sempre di più un’attenzione e delle performance particolari che possono arrivare solo grazie al digitale. Sull’innovazione dell’ortofrutta si confrontano Tarquinio Malgieri, azienda agricola Malgieri, Fabio Ventura, Ceo, Tomato Farm e Mattia Onofri, responsabile frutta in Conserve Italia per comprendere anche sulla base delle rispettive esperienze come si possa attuare una trasformazione digitale che si traduca in una trasformazione sostenibile. In questo senso un ruolo chiave è svolto ad esempio dalla capacità predittiva, dallo sviluppo di nuove forme di collaborazione e meccanizzazione, ma anche tramite nuove modalità di relazione con i consumatori. Nell’ambito poi di alcune lavorazioni come quella del pomodoro non si può trascurare il tema legato alla gestione dell’energia, che va affrontato con modalità e soluzioni che permettano di migliorare la qualità e centrare obiettivi di sostenibilità.

Smart farming come risposta alle richieste di green procurement

Con Giovanni Causapruno, AgriFood Business Unit Manager di xFarm Technologies si affronta il tema delle opportunità dello smart farming per le filiere dove per molte realtà del settore primario questo significa una severa evoluzione nel rapporto di fornitura basato anche su logiche di green procurement, di tracciabilità e di certificazione dei prodotti attraverso naturalmente piattaforme e soluzioni basate sui dati. Una attenzione speciale questa che arriva dalle food company sempre più focalizzate sui parametri che qualificano la sostenibilità di un prodotto e che, in larga misura, sono determinati dalla capacità dei singoli fornitori di materie prime di gestire questa trasformazione e di comunicarla in modo corretto attraverso dati affidabili e certificabili.

Un passaggio, questo, che apre le porte a un ulteriore confronto, questa volta improntato alla lettura della sostenibilità come valore imprescindibile, prendendo atto che nessuno oggi è nella condizione di poter fare a meno della sostenibilità e dove la sostenibilità stessa ha a sua volta bisogno di tutti. Francesco Urbani, di Urbani Tartufi, Paolo Bulgarelli, Milk Purchasing Quality Manager di Parmalat e Matteo Peyron, Senior Sustainability Consultant DSS+ discutono di un passaggio veramente importante dove la sostenibilità non è più un adempimento, e nemmeno solo un vantaggio economico, ma diventa un asset dal quale non si può prescindere. E per gestire una sostenibilità che non può essere solo ambientale, ma che attiene alla dimensione sociale, ai territori, al lavoro delle persone, all’innovazione di processo, ma anche al welfare animale, si deve spronare tutta la filiera ad andare in questa direzione mettendo a disposizione strumenti adeguati.

E anche qui il ruolo del digitale è fondamentale e genera valore e risultati nel momento in cui è integrato con tutte le fasi: dalla produzione di cibo, alla distribuzione, dai controlli relativi alla qualità e alla sicurezza alla riduzione di ogni forma di spreco. Uno sguardo speciale va rivolto a tutti gli attori che concorrono a questa trasformazione: i consumatori e la finanza, le food company, le supply chain e le imprese agricole.

Sostenibilità come frutto di conoscenza e supporto alle decisioni

Con Matteo Vanotti, fondatore xFarm e agricoltore, si arriverà alle conclusioni di questo percorso per vedere come la sostenibilità sia il risultato di un processo di conoscenza e di integrazione tra tante fonti di dati grazie al ruolo del digitale, ma anche grazie a una innovazione che lavora sull’accessibilità, sulla customer experience, sulla semplicità, sulla capacità di supportare in ogni momento le decisioni per ottimizzare le risorse e misurarne i risultati. Il tutto senza mai trascurare la capacità di analizzare le criticità per trovare delle nuove occasioni di sviluppo. In questo scenario, si collocano le soluzioni che arrivano dal digital farming con un ruolo del digitale che diventa centrale nell’ambito dell’innovazione di filiera e di nuove forme di relazione e di collaborazione tra tutti gli attori della catena del valore dell’agroalimentare. Ultimo, ma non meno importante, un’attenzione doverosa alle nuove forme di valore che possono arrivare dal mondo finanziario tramite l’ESG, dal mondo delle assicurazioni, dagli prospettive dell’agricoltura rigenerativa o del carbon farming.

Articolo originariamente pubblicato il 07 Ott 2022

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