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Etichette alimentari: “guardarle” è un’abitudine per gli italiani che scelgono la salute 

Secondo l’Osservatorio Banco Fresco, il 90% dei consumatori italiani guarda abitualmente l’etichetta degli alimenti che acquista per scoprirne data di scadenza, provenienza geografica e assenza di prodotti “dannosi” per la salute, più importanti rispetto a marchio e promozioni. Convincono maggiormente all’acquisto le diciture “senza antibiotici” e “senza conservanti”.

Pubblicato il 15 Apr 2022

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Consultare l’etichetta degli alimenti prima dell’acquisto, è diventata una vera e propria abitudine per il 90% dei consumatori italiani. Il primo motivo è il controllo della scadenza degli alimenti (75%), seguito dall’interesse per la provenienza geografica (61%) e dalla verifica dell’assenza di sostanze dannose per la salute (47%). Tanta, dunque, anche l’attenzione al Made in Italy e all’indicazione geografica dei cibi (DOP, DOC, DOCG, IGP), che per l’81% costituisce un elemento determinante al momento dell’acquisto.  

Banco Fresco, gli italiani prediligono la salute alla dieta 

Lo svela una ricerca di Banco Fresco, la catena food retail specializzata nei freschi e freschissimi presente in Lombardia e Piemonte, che mette così in evidenza i segni tangibili di un cambiamento culturale e di uno stile di vita più sano che sta coinvolgendo tutte le fasce d’età, dove il “contenuto” supera il valore del marchio e le attività di promozione e di scontistica. 

Le etichette che convincono maggiormente sono quelle che contengono le diciture “senza antibiotici” (59%), “senza conservanti” (53%) seguite da “senza zuccheri” e “senza polifosfati” (entrambe al 29%). Un dato che rivela anche quanto sia cresciuta la consapevolezza delle persone sui rischi per la salute derivanti dalla presenza di determinate sostanze negli alimenti. In assoluto, molti consumatori (52%) individuano negli additivi le sostanze ritenute più dannose, più del sale (12%), dello zucchero (12%) e dei grassi in generale (dall’11%). 

Scelte più sane e consapevoli guidate dalla capacità di comprendere le etichette 

Dall’indagine emerge che mediamente i consumatori sono piuttosto preparati sul sistema di etichettatura, negli ultimi anni divenuto sempre più terreno di dibattito interno ed europeo. Il sistema in vigore è ritenuto abbastanza chiaro dal 78% delle persone, che infatti si rivelano in grado di riconoscere le differenze tra diciture simili – come “ad alto contenuto di fibre” e “fonte di fibre” – e di essere informate su aspetti direttamente collegati all’esame del contenuto delle confezioni.  

Solo un quarto del campione non era a conoscenza della regola secondo cui gli ingredienti sono elencati dal più al meno presente, e più della metà sa esattamente quali sono gli elementi obbligatori per legge che devono figurare su tutte le etichette alimentari (ingredienti, scadenza, presenza di allergeni, quantità netta, valori nutrizionali, provenienza geografica). Anche se ci sono ancora lacune da colmare, spesso non di poco conto. Come la conoscenza del significato corretto della dicitura Consumare entro…”, che solo un terzo del campione ha dimostrato avere ben chiaro. 

Prima di sprecare, i sensi aiutano a controllare la bontà dei prodotti 

Infine, il consumatore italiano è anche attento a evitare gli sprechi. La ricerca di Banco Fresco rivela che, giunte alla data di scadenza dei prodotti, le persone, prima di buttarli via, nel 60% dei casi controllano che le proprietà organolettiche di essi non siano variate e quindi, se possibile, preferiscono comunque consumare l’alimento. D’altronde gli italiani sono già abituati a controllare da soli la bontà dei prodotti: nel 94% dei casi quando si tratta di frutta e verdura la preferenza ricade proprio sullo sfuso. 

Ed è sui prodotti sfusi che punta Banco Fresco, con un modello innovativo, ispirato al “mercato di una volta”, e incentrato sulla vendita dei freschi e freschissimi, dove qualità, convenienza e stagionalità sono elementi di grande rilievo. 

Al fine di aiutare i consumatori nella corretta lettura delle etichette alimentari, il Ministero della Salute ha sintetizzato tutte le informazioni e la normativa vigente a riguardo nel documento “Etichettatura degli alimenti. Cosa dobbiamo sapere”. 

  

 

 

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