CRISPR assimilati agli OGM, si allarga il fronte dei contrari

L’utilizzo di questa tecnica in agricoltura è frenato da una sentenza della Corte di giustizia europea del 2018, che la equipara in tutto e per tutto agli OGM

Pubblicato il 25 Lug 2019

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Le moderne tecniche di manipolazione genetica hanno avuto un impatto significativo sull’agricoltura, come ha dimostrato l’impatto mediatico avuto dagli OGM (organismi geneticamente modificati) e dalla notevole contrapposizione tra favorevoli e contrari. Un po’ sottotraccia, in questi anni, è emersa una tecnica che ha sicuramente ha a che fare con la genetica ma che è ben distinta dagli OGM. Stiamo parlando del sistema CRISPR, basato sull’impiego della proteina Cas9, una sorta di forbice molecolare in grado di tagliare un DNA bersaglio, che può essere programmata per effettuare specifiche modifiche al genoma di una cellula, sia animale, umana o vegetale. A seguito di questo taglio, attraverso opportuni accorgimenti, è infatti possibile eliminare sequenze di DNA dannose dal genoma bersaglio oppure è possibile sostituire delle sequenze, andando ad esempio a correggere delle mutazioni causa di malattie. A differenza del classico processo di creazione delle piante OGM, insomma, l’inserimento del nuovo gene avviene in una posizione predefinita del genoma e non casuale,  riducendo così il rischio di introdurre mutazioni in tutto il patrimonio genetico in maniera casuale e difficilmente controllabile.

In Italia l’associazione Luca Coscioni guida la protesta

Eppure, nonostante questa differenza sostanziale, nel 2018  la Corte di giustizia dell’Unione europea ha stabilito che le piante ottenute con tecniche di coltura di precisione, come quelle prodotte con le tecniche CRISPR, sono classificate come OGM e soggette alle leggi derivate dalla Direttiva europea del 2001 sugli organismi geneticamente modificati. Secondo l’associazione Luca Coscioni si è trattato di “Una sentenza incoerente con la realtà dei fatti, come condiviso anche dall’ Istituto fiammingo di biotecnologie (VIB), un’istituzione di ricerca governativa, e sottoscritto da più di cento istituti di ricerca e associazioni provenienti da tutta Europa”. Nelle ultime settimane, hanno aderito all’appello favorevole all’utilizzo di questa tecnica anche la European Plant Science Organization (EPSO), la European Seed Association (ESA), Europa Bio nonché l’organizzazione dei sindacati degli agricoltori, Copa Cogeca. L’obiettivo è che tecnologie di editing dei genomi, come quella CRISPR, siano esenti dalle regolamentazioni sugli OGM.

Il 25 luglio l’Associazione Luca Coscioni, la Federazione Italiana Scienze della Vita, la Società Italiana Genetica Agraria, Science for Democracy hanno perciò presentato alla Camera dei Deputati una lettera aperta diretta alle istituzioni europee e al governo italiano per andare in questa direzione.

“Le tecnologie genomiche tra le quali l’editing del genoma – ha evidenziato Enrico Pe’, Presidente in pectore della Società Italiana Genetica Agraria – sono uno strumento formidabile, efficiente, sicuro e posto costoso che può dare un contributo sostanziale alla sostenibilità della agricoltura del XXI secolo”.

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