Sviluppo sostenibile

Semestre Ue, la raccomandazione all’Italia: “Meno combustibili fossili, più rinnovabili e mobilità sostenibile”

Promuovere una ripresa verde e sostenibile di fronte all’aumento dell’incertezza: questo il senso delle indicazioni di sostegno e orientamento fornite dalla Commissione ai Paesi membri nel pacchetto di primavera. Focus su investimenti e riforme, in linea con le priorità di REPowerEU e con il Green Deal europeo

Pubblicato il 04 Giu 2022

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“Ridurre la dipendenza dai combustibili fossili e diversificare le importazioni di energia; superare le strozzature per accrescere la capacità di trasporto interno del gas, sviluppare interconnessioni delle reti di energia elettrica, accelerare il dispiegamento di capacità supplementari in materia di energie rinnovabili e adottare misure per aumentare l’efficienza energetica e promuovere la mobilità sostenibile.

E’ il cuore delle raccomandazioni fornite all’Italia dalla Commissione europea nell’ambito del pacchetto di primavera del semestre europeo 2022, che fornisce agli Stati membri sostegno e orientamenti a due anni dal primo impatto della pandemia di Covid-19 e nel pieno della guerra in Ucraina.

Secondo le previsioni economiche di primavera 2022 l’economia dell’UE continuerà a crescere nel 2022 e nel 2023. Tuttavia, benché l’economia europea continui a dare prova di resilienza, la guerra in Ucraina ha creato un nuovo scenario, aggravando i preesistenti ostacoli alla crescita che, secondo le previsioni, avrebbero dovuto attenuarsi. Il conflitto pone inoltre ulteriori sfide alle economie dell’UE in termini di sicurezza dell’approvvigionamento energetico e dipendenza dai combustibili fossili russi. 

Fra NextGenerationEu e REPowerEU

“La necessità di ridurre la nostra dipendenza dai combustibili fossili russi non è mai stata così evidente – scrive la Commissione -. Lo scopo del piano REPowerEU è conseguire questo obiettivo rapidamente accelerando la transizione all’energia pulita e unendo le forze per creare un sistema energetico più resiliente e una vera Unione dell’energia. Il semestre europeo e il dispositivo per la ripresa e la resilienza (RRF), che rappresenta il fulcro di NextGenerationEU, costituiscono quadri solidi per assicurare un coordinamento delle politiche efficace e far fronte alle sfide attuali. L’RRF continuerà a fungere da traino per i programmi di riforma e investimento degli Stati membri per gli anni a venire. È lo strumento principale per accelerare la duplice transizione verde e digitale e rafforzare la resilienza degli Stati membri, anche attraverso l’attuazione di misure nazionali e transfrontaliere in linea con il piano REPowerEU”.

Le raccomandazioni specifiche per Paese adottate nell’ambito del semestre europeo forniscono orientamenti agli Stati membri affinché possano rispondere adeguatamente alle sfide persistenti e a quelle nuove e conseguire i principali obiettivi strategici comuni. Quest’anno includono raccomandazioni a ridurre la dipendenza dai combustibili fossili attraverso riforme e investimenti, in linea con le priorità di REPowerEU e con il Green Deal europeo.

Le raccomandazioni all’Italia 

La Commissione adotta raccomandazioni specifiche per ciascuno Stato membro, tra cui l’Italia, sulla base di un’articolata relazione dei servizi della Commissione per ciascun Paese. La relazione dei servizi della Commissione sviluppa un’analisi della situazione dell’Italia, sotto diversi profili integrati tra loro, quali: attuazione del Pnrr, progressi verso gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, avanzamenti rispetto alle precedenti raccomandazioni del semestre europeo, Green Deal europeo, Pilastro europeo dei diritti sociali, transizione digitale, risultati economici e sociali a livello regionale, istruzione e competenze, salute, innovazione, industria, pubblica amministrazione, aspetti demografici, stabilità economica.

Le raccomandazioni finali, adottate dalla Commissione, sono sintetizzate nei seguenti tre punti:

  1. assicurare, nel 2023, una politica di bilancio prudente, in particolare limitando la crescita della spesa corrente finanziata a livello nazionale al di sotto della crescita del prodotto potenziale a medio termine, tenendo conto del perdurare del sostegno temporaneo e mirato alle famiglie e alle imprese più vulnerabili agli aumenti dei prezzi dell’energia e alle persone in fuga dall’Ucraina; essere pronta ad adeguare la spesa corrente all’evoluzione della situazione; aumentare gli investimenti pubblici per la transizione verde e digitale e per la sicurezza energetica, anche avvalendosi del dispositivo per la ripresa e la resilienza, del piano RePowerEu e di altri fondi dell’Ue […] Adottare e attuare adeguatamente la legge delega sulla riforma fiscale per ridurre ulteriormente le imposte sul lavoro e aumentare l’efficienza del sistema, in particolare mediante una revisione delle aliquote d’imposta marginali effettive, l’allineamento dei valori catastali ai valori di mercato correnti, la razionalizzazione e la riduzione delle spese fiscali, anche per l’IVA, e delle sovvenzioni dannose per l’ambiente, assicurando comunque equità;
  2. procedere con l’attuazione del piano per la ripresa e la resilienza; concludere rapidamente i negoziati con la Commissione sui documenti di programmazione della politica di coesione per il periodo 2021-2027 al fine di avviare l’attuazione dei programmi;
  3. ridurre la dipendenza dai combustibili fossili e diversificare le importazioni di energia; superare le strozzature per accrescere la capacità di trasporto interno del gas, sviluppare interconnessioni delle reti di energia elettrica, accelerare il dispiegamento di capacità supplementari in materia di energie rinnovabili e adottare misure per aumentare l’efficienza energetica e promuovere la mobilità sostenibile.

Orientamenti sulla politica di bilancio

L’attivazione, nel marzo 2020, della clausola di salvaguardia generale del patto di stabilità e crescita ha consentito agli Stati membri di reagire rapidamente e adottare misure di emergenza per ridurre le ripercussioni economiche e sociali della pandemia. L’azione politica coordinata ha attutito l’impatto economico e ha creato le condizioni per una solida ripresa nel 2021.

Le politiche volte a contrastare il caro prezzi dell’energia e sostenere le persone in fuga dalla guerra in Ucraina contribuiranno a un orientamento della politica di bilancio espansivo per tutta l’UE nel 2022.

“La natura specifica dello shock macroeconomico causato dall’invasione russa dell’Ucraina e le sue conseguenze a lungo termine per le esigenze dell’UE in termini di sicurezza energetica richiederanno una scrupolosa elaborazione della politica di bilancio nel 2023 – scrive la Commissione -. La politica di bilancio dovrebbe ampliare gli investimenti pubblici a favore delle transizioni verde e digitale e della sicurezza energetica. La piena e tempestiva attuazione dei piani per la ripresa e la resilienza è fondamentale per conseguire maggiori livelli di investimento. Nel 2023 si prevede l’attuazione di una politica di bilancio prudente, che tenga sotto controllo la crescita della spesa corrente primaria finanziata a livello nazionale e allo stesso tempo consenta agli stabilizzatori automatici di svolgere il loro ruolo e attui misure temporanee e mirate per mitigare l’impatto della crisi energetica e fornire assistenza umanitaria a chi fugge dall’Ucraina. Inoltre, i programmi di bilancio degli Stati membri per il prossimo anno dovrebbero fondarsi su percorsi prudenti di avvicinamento a medio termine che rispecchino le sfide in materia di sostenibilità di bilancio associate agli elevati livelli del rapporto debito/PIL, ulteriormente aumentati a causa della pandemia. Infine la politica di bilancio dovrebbe consentire di reagire rapidamente per adeguare la spesa corrente al mutare della situazione”.

La Commissione ritiene soddisfatte le condizioni per mantenere la clausola di salvaguardia generale del patto di stabilità e crescita nel 2023 e disattivarla a partire dal 2024. L’estensione della clausola per tutto il 2023 è giustificata dall’aumento dell’incertezza, dai rischi di revisione al ribasso delle prospettive economiche nel contesto della guerra in Ucraina, dai rincari senza precedenti dell’energia e dalle durature perturbazioni della catena di approvvigionamento. Il mantenimento della clausola darà alla politica di bilancio nazionale il margine per reagire in fretta in caso di necessità, consentendo una transizione agevole dall’ampio sostegno all’economia fornito durante la pandemia a un sempre maggiore ricorso a misure temporanee e mirate e politiche di bilancio prudenti, necessarie a garantire la sostenibilità sul medio periodo.

Orientamenti in materia di occupazione

La Commissione propone inoltre orientamenti, sotto forma di decisione del Consiglio, relativi alle politiche degli Stati membri in materia di occupazione per il 2022. Ogni anno questi orientamenti definiscono priorità comuni per le politiche sociali e occupazionali nazionali al fine di renderle più eque e inclusive. Ora gli Stati membri saranno invitati ad approvarli.

Riforme e investimenti costanti degli Stati membri saranno cruciali per sostenere la creazione di posti di lavoro di alta qualità, lo sviluppo di competenze e transizioni agevoli nel mercato del lavoro e per affrontare le attuali carenze di manodopera e gli squilibri tra domanda e offerta di competenze nell’UE. Gli orientamenti forniscono indicazioni su come continuare a modernizzare le istituzioni del mercato del lavoro, l’istruzione e la formazione e i sistemi sanitari e di protezione sociale per renderli più equi e inclusivi.

Quest’anno la Commissione propone di aggiornare gli orientamenti per le politiche occupazionali degli Stati membri concentrandosi in particolare sul contesto post-Covid-19, sulla necessità di rendere socialmente eque le transizioni verde e digitale e di agire in linea con le iniziative politiche recenti, comprese quelle in risposta all’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, come le misure per consentire a coloro che fuggono dalla guerra di accedere al mercato del lavoro.

Progressi nel conseguire gli SDGs

La Commissione conferma il suo impegno a integrare gli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) delle Nazioni Unite nel semestre europeo. Il ciclo del semestre europeo 2022 fornisce relazioni aggiornate e coerenti sui progressi compiuti verso il conseguimento degli SDGs in tutti gli Stati membri. La “Relazione di monitoraggio sui progressi compiuti nel conseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile nel contesto dell’UE” di Eurostat rivela che l’UE negli ultimi 5 anni ha compiuto progressi per quanto riguarda la maggior parte degli SDGs. Gran parte di tali progressi riguarda la promozione della pace e della sicurezza personale nel territorio dell’UE e il migliore accesso alla giustizia e la fiducia nelle istituzioni (16); seguono gli obiettivi relativi alla riduzione della povertà e dell’esclusione sociale (1) e all’economia e al mercato del lavoro (8). In generale serviranno maggiori sforzi per realizzare gli obiettivi, in particolare quelli del settore ambientale come “Acqua pulita e i servizi igienico-sanitari” (6) e “La vita sulla terra” (O15).

Investimenti e riforme

“Fin dalle prime settimane della pandemia più di due anni fa, l’UE e i governi nazionali hanno fornito un sostegno politico forte e coerente alle nostre economie, favorendo una rapida ripresa – ha dichiarato Paolo Gentiloni, Commissario per l’Economia -. Ora le nostre priorità comuni sono gli investimenti e le riforme, come dimostrano le raccomandazioni presentate oggi, incentrate sull’attuazione dei piani nazionali per la ripresa e la resilienza e sulla transizione energetica. Le politiche di bilancio dovrebbero portare avanti la transizione dal sostegno universale fornito durante la pandemia a misure più mirate. Nell’attraversare questo nuovo periodo di turbolenza causato dall’invasione russa dell’Ucraina i governi devono anche disporre della flessibilità necessaria per adattare le loro politiche a sviluppi imprevedibili. L’estensione della clausola di salvaguardia generale al 2023 riconosce l’elevata incertezza e i forti rischi che i risultati siano peggiori delle previsioni in una situazione in cui lo stato dell’economia europea non è tornato alla normalità”.

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